Raccontando la Città del Vaticano. Il Monastero Mater Ecclesiae, la casa di Benedetto XVI

Il Monastero Mater Ecclesiae
Foto: Wikipedia Commons
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Negli splendidi Giardini Vaticani, accanto alla Fontana dell’Aquilone c’è un monastero intitolato a Maria Madre della Chiesa. Questo posto costruito tra il 1992 e il 1994 per volere di Giovanni Paolo II, è diventato un luogo ancora più speciale da quando il Papa emerito, Papa Benedetto XVI, ne ha fatto la sua residenza.

La struttura del monastero, a forma di parallelepipedo, è divisa in due parti: a ovest si trova la cappella di due piani, a est gli ambienti monastici e le 12 celle, strutturati su quattro piani. Accanto al monastero si trova un orto, dove vengono coltivate frutta e verdura con metodi biologici.

Il monastero è stato costruito per volontà di San Giovanni Paolo II, che desiderava avere un gruppo monastico di suore in Vaticano che pregasse per il pontefice e la Chiesa cattolica. Secondo lo statuto del monastero, ogni cinque anni è prevista l'alternanza di ordini monastici differenti.  Hanno soggiornato lì le Monache Clarisse, le Monache Carmelitane Scalze,  le Monache Benedettine,  le Monache Visitandine. Con l'avvio di lavori di ristrutturazione nel novembre 2012, le ultime suore hanno lasciato il monastero e a prendere il loro posto subito dopo è stato un ospite speciale: Benedetto XVI.

Benedetto XVI si è trasferito il 2 maggio 2013, insieme al suo segretario particolare e prefetto della casa pontificia monsignor Georg Gänswein e a quattro Memores Domini, che provvedono alla cucina e al guardaroba. E da quel giorno il Papa emerito prega, studia, riposa.

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