Raccontando la Città del Vaticano. La Casina Pio IV, luogo di fede e scienza

La Casina PIO IV
Foto: www.pas.va
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Completata nel 1561 come residenza estiva per Papa Pio IV e circondata dagli alberi e dai prati dei giardini vaticani, la Casina è un gioiello ben preservato contenente affreschi, stucchi, mosaici e fontane del 16° secolo. È sede della Pontificia Accademia delle Scienze.

La Casina fu costruita nel 1558 per papa Paolo IV, su progetto di Pirro Ligorio aiutato da Giovanni Sallustio Peruzzi. Alla morte del pontefice, l'edificio fu portato a termine nel 1561 sotto Pio IV, che ne diede il nome e ne fece un ambiente di ricreazione e rappresentanza.

Per questo, l'architetto dovette tener conto dei molteplici caratteri della palazzina, che avrebbe dovuto conciliare gli aspetti bucolici del luogo al rigore consono al ruolo del pontefice. Il risultato fu un edificio estremamente decorato mediante statue moderne e antiche, sculture e pitture.

Il centro del complesso di Villa Pia è il cortile ovale che raccorda formalmente i quattro edifici che compongono la Casina. Il suo centro è sottolineato da una vasca con due puttini a cavallo di delfini, eseguita da Jacopo da Casignola e Giovanni da Sant'Agata (1560-64). Sul cortile si affaccia una loggia detta "Museo", o casa delle Muse. 

All'interno sono conservati affreschi di Federico Barocci, Santi di Tito e Federico Zuccari. Un ambiente della Casina è chiamato “la sala Zuccari” e riserva il famoso affresco di Federico Zuccari del “Matrimonio mistico di Santa Caterina” al centro della volta, incorniciata da un fregio che raffigura vari episodi importanti della Bibbia e della vita di Gesù: San Giovanni Battista nel deserto, Giona gettato in mare, San Girolamo penitente, Cristo cammina sulle acque, la Pesca miracolosa, la Tempesta sedata, il Diluvio universale, Davide risparmia Saul, il Passaggio del Mar Rosso e Giuditta e Oloferne.

“Nella Casina di Pio IV la bellezza è il mormorio dell'acqua, è lo stormire degli alberi accarezzati dal vento d'estate, è l'artificio dei litostrati e dei mosaici colorati, è il modulo esatto e melodioso dello spazio costruito, è la sciarada iconografica che si moltiplica negli antichi marmi e nei bianchi stucchi. Nelle intenzioni di quel Papa, la Bellezza doveva essere vicina, praticabile, vivibile. Doveva assumere la forma di una casa, così che la si potesse guardare da vicino, percorrere in solitudine o con pochi amici, toccare, accarezzare. E fu la residenza appartata e meravigliosa inventata da Pirro Ligorio”. Così la descrive Antonio Paolucci, direttore emerito dei Musei Vaticani, durante la presentazione del libro La Casina di Pio IV in Vaticano (Torino, Umberto Allemandi, 2010, pagine 243) a cura di Daria Borghese, lo scorso 2015.

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