Raccontando la Città del Vaticano. Sant’Anna, la “parrocchia di confine”

Papa Francesco a Sant'Anna
Foto: vatican.va
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Una parrocchia “di confine”. Si potrebbe definire così la chiesa di Sant'Anna, che sorge all'ingresso dell'omonima porta di accesso della Città del Vaticano, proprio nel punto in cui il territorio italiano lascia il posto a quello pontificio. Un punto di riferimento tra dentro e fuori, una comunità multiforme e, allo stesso tempo, strettamente vincolata al Successore di Pietro. Tutti infatti possono entrarvi, senza bisogno di permessi.

Essendo parrocchia pontificia — i suoi confini coincidono con quelli della stessa Città del Vaticano — la sua vita quotidiana è strettamente legata al Papa e a quanti lavorano all'interno della Curia Romana: ogni giorno le porte della chiesa si aprono alle 5.45 del mattino per le celebrazioni e l'accoglienza dei dipendenti che prima di andare al lavoro nei vari uffici e servizi della Curia romana iniziano la giornata con la preghiera, per diventare poi durante l'arco di tutta la giornata un luogo di accoglienza per tutti, sia residenti che stranieri.

“Grazie al costante sforzo di tutti, la chiesa di Sant'Anna è diventata un'oasi dello spirito, dove pregare e partecipare a celebrazioni liturgiche, condotte con grande decoro e devozione... La vostra chiesa, posta proprio all'ingresso del Vaticano, è la parrocchia a cui mi sento particolarmente unito. Vi assicuro per questo un costante ricordo nella preghiera. Chiedo al Signore di guidare con il suo Spirito la vostra comunità, perché sia centro di irradiazione del Vangelo e della pace di Cristo”. Sono le affettuose parole di Giovanni Paolo II alla comunità pastorale di Sant'Anna in visita, 3 aprile 2004.

La chiesa è dedicata a S. Anna, protettrice dei palafrenieri, gentiluomini di corte con mansioni di fiducia nell'ambito di compiti di minore importanza. A quei tempi, i palafrenieri erano soliti pregare all'altare eretto da Urbano VI in San Pietro. Nel 1565 venne decisa la costruzione dell'attuale chiesa ed il progetto fu opera dell'architetto Giacomo Barozzi, detto Vignola. Tra il 1577 e il 1581 i lavori vennero sospesi per motivi economici e la costruzione fu completata solo nel 1583.

La chiesa era famosa nella Roma papalina per la cosiddetta “processione delle panze”, cioè delle partorienti, che si svolgeva il 26 luglio, giorno della festa liturgica di sant'Anna. Partendo dalla chiesa di Santa Maria in Portico in Campitelli, la processione procedeva al rullo di tamburi, con le partorienti avvolte in un manto (da cui il termine popolare di ammantate), seguite dai membri della Confraternita dei Palafrenieri a cavallo: chiudeva la processione la statua raffigurante la Vergine e sant'Anna (oggi conservata nella chiesa di Santa Caterina della Rota). Quando la lunga fila giungeva sul ponte Sant'Angelo il cannone del castello salutava la Vergine con colpi a salve.

Il 30 maggio 1929, con la Costituzione apostolica Ex Lateranensi pacto, Pio XI istituiva la Pontificia Parrocchia di Sant'Anna in Vaticano. Gli agostiniani erano presenti a Castel Gandolfo nella chiesa di san Tommaso da Villanova: Pio XI volle che venisse fatto uno scambio, e così la chiesa di san Tommaso a Castel Gandolfo venne invece affidata ai salesiani e invece gli agostiniani vennero in Sant'Anna. Il primo parroco fu padre Agostino Ruelli, nominato il 7 agosto 1929. Il 18 agosto successivo iniziava il servizio ministeriale dei figli di Sant'Agostino nella parrocchia, che continua fino ai nostri giorni.

Sono stati tanti i papi in visita alla parrocchia pontificia. Papa Paolo VI, Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e infine Papa Francesco, hanno sostato tutti davanti all’immagine di S. Anna e S. Gioacchino che seguono con lo sguardo l'indicazione di un angelo ad ali spiegate che addita, in alto a destra, la figura di colei che sarà la Madonna.

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