Ricordando il Beato Toniolo, Parolin chiede più cattolici impegnati in politica

Un ritratto del Beato Giuseppe Toniolo
Foto: Istituto Giuseppe Toniolo
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I cattolici “non possono sottrarsi all’impegno sociale e politico”, se “vogliono essere fedeli al Vangelo”. Il cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato vaticano, ha rinnovato l’appello per un maggiore impegno dei cattolici in politica in un messaggio indirizzato all’arcivescovo Mario Delpini di Milano in occasione del convegno per il centenario della morte del Beato Giuseppe Toniolo.

Il convegno era dedicato a “Economia e società per il bene comune. La lezione di Giuseppe Toniolo”, e si è tenuto all’Università Cattolica di Milano dal 23 al 25 novembre per ricordare la figura del beato protagonista del movimento cattolico italiano tra il XIX e l'inizio del XX secolo, tra l’altro tra i primi ad avere l’intuizione di fondare una università cattolica in un periodo nel quale i cattolici non avevano nemmeno la possibilità di partecipare alla vita politica. Il convegno è stato promosso dal Comitato per il Centenario del beato Giuseppe Toniolo, organismo composto, tra gli altri, dall’Azione cattolica, dall’Università cattolica del Sacro Cuore, dall’istituto Sturzo, dalle diocesi di Pisa, Treviso e Vittorio Veneto.

Nel suo messaggio, inviato il 24 novembre, il Cardinale Parolin ha sottolineato che Toniolo fu “teorico di un disegno globale di rinnovamento”, messo in luce che la conferenza enfatizza “l’attualità del beato Toniolo”, e invita a prendere “dalla sua testimonianza e dal suo pensiero nuova ispirazione per l’impegno sociale e politico a cui i cattolici non possono sottrarsi, se vogliono essere fedeli al Vangelo”.

In Toniolo, c’è tutto ciò che cerca il Cardinale Parolin, il quale più di una volta ha lamentato l’assenza di cattolici impegnati in politica.

“Toniolo si dedicò – ha ricordato il Segretario di Stato Vaticano – a elevare la cultura sociale dei cattolici, con associazioni, pubblicazioni e convegni”, creando così un clima “favorevole ad iniziative di solidarietà, dalle cooperative alle banche popolari, alle casse rurali”.

E oggi, cento anni dopo la sua morte, mentre “la situazione dell’Europa e del mondo sia segnata da nuovi problemi come l’acuirsi della questione ambientale e il nuovo incontro di popoli e culture nel fenomeno incalzante delle migrazioni”, la visione di Toniolo “è capace di offrire ancora spunti di discernimento e impegno”.

Alla scuola di Toniolo – prosegue il Cardinale Parolin - i cattolici italiani sono chiamati ad imparare “a interrogarsi sull’urgenza di una nuova stagione del loro impegno sociale e politico che, senza annullare le legittime differenze, si inalvei in percorsi unitari di orientamenti e propositi, sottraendo la presenza cattolica nella società alla tentazione dell’indifferenza e al rischio dell’irrilevanza”.

Anche il Cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, ha fatto avere un messaggio, in cui ha sottolineato che la fede, come affermava Toniolo, è capace di unificare le persone intorno a uno sguardo e a un impegno di amore al servizio delle relazioni sociali. Dinanzi al tema, per quanto attuale, dell’irrilevanza dei cattolici nella società, auspico che proprio le occasioni come questo convegno valgano a dare ossigeno e respiro al pensiero sociale cristiano e a far guardare con fiducia al futuro”.

Il vescovo Domenico Sorrentino, di Assisi -Nocera Umbra – Gualdo Tadino, ha invece tenuto la relazione introduttiva, durante la quale ha spiegato che la visione di Toniolo era quella di una santità come “ideale da vivere non solo individualmente che collettivamente”, pensando ad una “società di santi” che faceva prefigurare ad una vita sociale delineata in modo ideale”, che fosse propositiva per spingere i cristiani all’impegno nelle istituzioni.

Presentando l’evento, il vescovo Sorrentino ha anche sottolineato che “c’è bisogno di mediazione e lettura filologica, ma a leggere Toniolo in profondità lo si ritrova come persona del nostro tempo. È un uomo che ha saputo leggere la storia del nostro tempo dentro il triangolo della crisi, già vera a sua tempo e che oggi è sotto i nostri occhi. Le tre crisi sono quella del pensiero, della verità e dei valori. Oggi siamo nel tempo del cosiddetto pensiero debole, e aveva messo a fuoco questo problema del nostro tempo in tempi non sospetti, e si poneva il problema di come reagire a tutto questo con il messaggio cristiano, che diventa cultura e incontro tra fede e cultura e tra fede e scienza”.

Matteo Truffelli, presidente dell’Azione Cattolica Italiana, ha sottolineato, da parte sua, che è necessario tornare a Toniolo “cucitore di iniziative” per superare l’attuale momento di “tensioni e disuguaglianze”.

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