Rimini: La scarpina di raso di Paul Claudel inaugura il Meeting 2018, in prima assoluta

In attesa del Meeting 2018
Foto: Meeting 2018/ FB
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“Se tu sapessi con quanto amore seguo i tuoi passi. Se tu sapessi con quanto amore asciugo le tue lacrime.  Se tu sapessi con quanto amore ti prendo per mano affinché tu non cada. Se tu sapessi con quanto amore ti guardo mentre annaspi nel caos della vita e ogni istante, minuto, ora della giornata ti sono accanto… Gioisci perché attraverso le tue mani io regalo l'amore a chi ha la fortuna di incontrarti. Tu non lo sai forse ma io sono il tuo angelo... quello che mai ti abbandonerà e che è qui solo per te e grazie a te può amare il mondo”.

Una storia d’amore travagliata, il destino del mondo tra guerre, conquiste e il desiderio di una difficile pace tra i popoli: ‘Attraverso il mare del desiderio’, lo spettacolo inaugurale della XXXIX edizione del Meeting dell’amicizia tra i popoli a Rimini, liberamente tratto dall’opera ‘La scarpina di raso’ di Paul Claudel, proposto in collaborazione con la Sagra Musicale Malatestiana, la Regione Emilia-Romagna e la Regione Puglia, patrocinato dalla ‘Société Paul Claudel’, in programma domenica 19 agosto alle ore 21.45 alla Piazzetta sull’acqua del Ponte di Tiberio, per la regia di Otello Cenci, e la drammaturgia di Gian Piero Pizzol, Otello Cenci e Agnese Bezzera.

Il filo che lega i due protagonisti, Donna Prodezza e Don Rodrigo, è anche la trama che trascina gli eventi della storia: la conquista delle Americhe, la guerra contro l’impero Ottomano, lo sviluppo dell’Estremo Oriente, i conflitti fra le nazioni e il desiderio di una difficile pace tra i popoli. Si tratta di una grande epopea (difficilmente rappresentata) nella quale il poeta si interroga sul legame tra la felicità del singolo e quella della terra intera, ma anche sul valore della bellezza, sul dialogo tra le culture, sul desiderio che è la forza che muove il cuore dell’uomo anche quando esso tende verso il male.

Il teologo e amico del poeta, Hans Urs Von Balthasar, ha considerato l’opera uno dei più grandi monumenti della cultura occidentale: “L’umanità si riferisce a se stessa non solo dal punto di vista geografico e astronomico, il suo desiderio stesso che puntava verso l'alto, verso gli angeli, si piega e torna su di sé. Se c'è un paradiso, allora è qui, sulla terra che deve trovarsi, su questa terra che forse sarà divorata dal fuoco del suo stesso desiderio e della sua colpa. Dal fuoco dell’amore e dell’ira di Dio, ma sarà una terra comunque rinata e trasfigurata!”

Ad Otello Cenci e a Gian Piero Pizziol abbiamo chiesto di spiegarci il motivo dell’allestimento di questa grande opera per il Meeting: “Al Meeting per l’amicizia tra i popoli gli eventi e i progetti nascono tutti da un incontro. Lo stesso è avvenuto per la ‘Scarpetta di raso’. Infatti nel 2017 è nata l’amicizia con Violaine Claudel, pronipote del grande poeta francese e insieme a lei il progetto di portare al Meeting, dopo ‘L’Annuncio a Maria’, questa opera che è considerata da molti, tra cui il grande teologo Hans Urs Von Balthasar, il testamento spirituale e artistico di Claudel.

L’ occasione è stata dettata anche dalle manifestazioni che in Francia sono avvenute per il 150 anni dalla nascita dell’autore e così ha preso forma questo ‘Attraverso il mare del desiderio’. Tra le altre cose questo testo è davvero una novità perchè non è mai stato rappresentato prima in Italia. Anche questa è una straordinaria caratteristica del Meeting ovvero la scoperta di testi e testimonianze della grande tradizione culturale dell’Occidente. Era accaduto con la prima dell’opera ‘Manalive-L’uomo vivo’ di G. K. Chesterton e per l’inedito ‘Thomas More’ di Shakespeare. Questa avventura dunque vede oggi nella cornice meravigliosa del Ponte di Tiberio di Rimini l’affresco teatrale di Claudel portato sul mare del desiderio”.

'Attraverso il mare del desiderio': quale è stato il desiderio di Claudel?

“Il titolo ‘Attraverso il mare del desiderio’ nasce proprio dalla connotazione dell’opera che si svolge attraverso le tempeste della vita e gli oceani che separano i continenti e le storie dei vari personaggi. L’opera che nell’originale ha una durata di 11 ore e coinvolge 65 personaggi viene qui per motivi logistici e drammaturgici presentata in una versione di due ore ma mantiene sempre questi sconfinati orizzonti. Il desiderio di Claudel infatti non è solo quello amoroso che prende corpo e anima nei protagonisti ovvero gli innamorati Donna Prohueze e Rodrigue, si tratta piuttosto di un desiderio di felicità che spinge ogni individuo a cercare sempre oltre, è quella inquietudine agostiniana del cuore che muove la grande poesia, la musica, e tutti i popoli verso il Bene. Claudel infatti nella sua qualità di ambasciatore non si lascia sfuggire mai il senso della storia e non si chiude in un intimismo poetico, ma lancia i suoi desideri e i suoi ideali verso un mondo nuovo”.

In quale modo il testo di Claudel richiama il titolo del meeting?

“Gli avvenimenti che muovono la storia sono tanti e tali da provocare rivolgimenti, rivoluzioni, guerre, ma se guardiamo al fondo di questa superficie, scorgiamo della forze più potenti anche se apparentemente invisibili. L’amore è una di queste grandi forze. Infatti Claudel tende a sottolineare nel suo dramma che quando un uomo e una donna si amano è in gioco il destino del mondo. Dunque grazie a Claudel possiamo leggere nella storia alcune di queste forze in movimento perenne e scoprire alla fine che Dio scrive diritto anche sulle righe storte degli errori umani”.

Anche gli spettacoli del Meeting richiamano il desiderio di felicità dell’uomo?

“Gli spettacoli vengono scelti al Meeting con l’attenzione a mettere in luce il tema portante, attraverso varie prospettive drammatiche come nel caso di ‘L’ultimo lenzuolo bianco’ (in programma lunedì 20 agosto al teatro Novelli, ndr.) o ‘Il giorno in cui hanno ucciso il canto’ (martedì 21 agosto sempre al teatro Novelli, ndr.), opere che mettono a fuoco in questa edizione le grandi forze che si muovono all’interno dell’Islam o come altre rappresentazioni che anche in chiave musicale o ironica corrono sul filo del desiderio di felicità che riguarda tutti gli esseri viventi. In ogni caso gli spettacoli hanno sempre la grande forza attrattiva della bellezza che aldilà delle parole coinvolge il cuore. E sicuramente non deludono la grande aspettativa di un pubblico di giovani, curioso di ascoltare, discutere, mettersi in gioco, ma anche desideroso di emozionarsi”.

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