San Domenico di Guzman, la santità della predicazione

La Chiesa celebra oggi la memoria del Fondatore dell'Ordine dei Frati Predicatori

San Domenico
Foto: Wikicommons
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Descrivere la vita di San Domenico di Guzmna è un'impresa molto impegnativa, poichè ha attraversato moltissime esperienze, lasciando in tutte quel suo amore per la Verità che rappresenta l'emblema della famiglia da lui fondata.

Sacerdote, religioso, fondatore, ma di più innamorato di Cristo, con la sua testimonianza ci ha lasciato le chiavi di lettura di quell'apostolato che fa della preghiera e dello studio, quelle leve per sollevare la terra al cielo.

La vita di questo santo si snoda tra il 1170 ed il 1221, anno in cui morì. In questo arco di tempo, il santo ha diffuso il vangelo, nei vari luoghi nei quali ha predicato. Francia, Spagna ed infine Bologna.

Da canonico in una piccola città della Spagna, Osma, a fondatore di un'Ordine dedito alla predicazione ha, con il suo impegno e la sua fede, annunciato la buona novella predicata dal Cristo.

Ed è bene osservare come questo stile, abbia influenzato i suoi simili e coloro che lo hanno scelto come maestro.

Con l'idea di diffondere la predicazione, nei territori nei quali era presente l'eresia catara, il santo vi diffuse il proprio zelo e la propria passione. Con tale premessa, intorno al 1217, fondata la famiglia domenicana, inviò i suoi religiosi nelle maggiori Università di Europa (Parigi e Bologna) dando allo studio una delle priorità nell'apostolato domenicano. Il santo capì che la preparazione culturale doveva essere quella connotazione che permetteva di chiarire le idee e poter portare la pace e la bellezza del vangelo nel mondo.

Ed è bene sottolineare come questa attitudine ben si coniuga con la santità, che viene richiesta ai membri dell'Ordine. Se leggiamo la Vita del santo, riportata dal Beato Giordano, ci accorgiamo di quanto fosse grande il richiamo a questa, nella vita di San Domenico e che infiammava il suo apostolato. Quest'atteggiamento, non era fatto di sole penitenze, ma era, soprattutto, caratterizzato da serenità, preghiera e carità. Quella stessa che seminava nell'incontro con un bisognoso, a cui non rifiutava un soccorso materiale o una parola di conforto.

Le Fonti storiche sulla sua vita ci dicono che era: “sempre ilare e giocondo, se non mosso a compassione per qualche afflizione del prossimo” (B. Cecilia, I miracoli del beato Domenico).

Santità, preghiera e studio furono tre elementi imprescindibili, per la conoscenza dell'animo di questo santo spagnolo. E la santità ha animato tutta l'attività di Domenico, proprio partendo dalla Regola che ha dato ai suoi Predicatori.

La santità domenicana trae origine dalla considerazione della fraternità che fa sentire, il religioso unito ai suoi fratelli nella predicazione del Verbum Dei che altro non è che la parola del Cristo. Il santo canonico di Osma in tale direzione amplia lo sguardo, guardano al mondo come quel luogo privilegiato del proprio apostolato. E la preghiera, lo studio, il silenzio e la meditazione quegli strumenti per poter diffondere il vangelo nel mondo.

Se leggiamo la Regola, apprendiamo che il santo per essere fedele a questo ha imitato la vita della prima comunità apostolica, nella quale i fratelli vivevano insieme come un cuor solo ed un anima sola. Frati, suore e laici sono dediti alla preghiera, allo studio ed alla contemplazione di quella Parola, che sono chiamati a testimoniare, nelle scelte del quotidiano.

Superando molte difficoltà ed amando i fratelli concretamente San Domenico, ci ha lasciato quella traccia di bene per poter costruire una società migliore e soprattutto più in linea alle parole del vangelo. Con quella testimonianza, il santo ha varcato la sua Europa, diffondendo quella parola di Verità e di Speranza di cui ancora oggi il mondo ha sempre bisogno.

Canonizzato il 3 luglio 1234, il suo corpo riposa a Bologna nella chiesa a lui dedicata.

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