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San Francesco Saverio, il modello di vita di San Guido Maria Conforti

Il fondatore dei saveriani fu ispirato dall'opera del Santo missionario gesuita nella fondazione della sua congregazione religiosa

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Il 3 dicembre il calendario liturgico ricorda la festa di San Francesco Saverio. Gesuita e missionario, il suo nome è legato all’ansia apostolica di portare Cristo nella società del proprio tempo.

Ricordare il nome di questo figlio di Sant’Ignazio di Loyola è tenere vivo il ricordo di uno dei grandi santi a cui si sono ispirati moltissimi cattolici come ad esempio San Guido Maria Conforti.

Vescovo di Ravenna e Parma, la lettura della vita di Francesco Saverio ha infiammato la vita del presule emiliano, fondatore di una congregazione religiosa, l’obiettivo della Cina è stato l’anelito di tutta la propria esistenza.

Visitando il museo missionario presente nella Casa madre dell’istituto si scopre il grande amore che monsignor Conforti aveva per l’Oriente. Nel 1928, pur con una salute cagionevole, incontrò i propri figli, in un viaggio lungo e pieno di incognite soprattutto per la propria salute. Di quei giorni sono rimaste le numerose foto che ritraggono quegli attimi unici, per i missionari che svolgevano il proprio apostolato.

Monsignor Conforti, giovanissimo, sentì l’amore per la missione e personalmente scelse di scrivere diverse lettere al cardinale Ledόchowski con lo scopo di fondare un’istituzione missionaria per portare la parola di Cristo nel mondo.

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Nel 1895 nasce il Seminario emiliano per le missioni estere, assumendo a distanza di tre anni il nome di “Congregazione di San Francesco Saverio per le Missioni estere” con monsignor Conforti come superiore e fondatore. La Cina e l’Oriente divennero per i primi religiosi l’orizzonte più ampio della propria fede.

Padre Uccelli di cui è in corso la causa di beatificazione, padre Teodori, padre Giannini, padre Didone e molti altri saveriani hanno dato la propria vita, seguendo il carisma missionario.

La devozione a Francesco Saverio per aver solcato i confini della Cina e per esservi morto il 3 dicembre del 1552 ha spinto monsignor Conforti a fondare un istituto religioso con tale scopo. L’isola di Sancian è stato l’avamposto dal quale San Francesco Saverio ha contemplato quella terra, senza lambirla.

Leggendo questa esperienza monsignor Conforti, dopo una vita spesa per la cura della Chiesa diocesana e per i propri missionari, il 5 novembre 1931 spirava, lasciando nel cuore di ogni religioso l’amore alla missione e al santo gesuita.

Oggi la famiglia saveriana ricorda il patrono delle missioni come ispiratore di quell’amore che i Saveriani portano nel mondo annunciando il vangelo.