San Nicola e San Filippo: l’ecumenismo delle reliquie

L'arrivo delle reliquie di San Nicola a Mosca
Foto: Arcidiocesi di Bari -Bitonto
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Al suono festoso delle campane di tutte le chiese di Mosca, i 13 centimetri di costola sinistra di San Nicola sono arrivati in Russia, per una traslazione storica che è stata resa possibile su richiesta diretta del Patriarca Kirill a Papa Francesco. E lo scorso 8 maggio, è stata la volta del viaggio ecumenico delle reliquie dell’apostolo Filippo, arrivate fino a Smirme su interessamento del vescovo Piretto, e benedette direttamente dalle mani di Bartolomeo.

È attraverso questo “ecumenismo delle reliquie” che Papa Francesco sembra voler stringere ponti con le Chiese sorelle: con l’ortodossia del Patriarcato di Mosca e con quella del Patriarcato di Costantinopoli. Il primo grandissimo per numero di fedeli, ma solo quinto nella sinassi, e con un rapporto con Roma che è sfociato solo nel 2016 nel primo incontro tra un Papa e il Patriarca di Mosca; il secondo, primo della sinassi, che con Roma ha un rapporto di lunga data, e che ha già innumerevoli incontri con i Papi alle spalle.

La reliquia di San Nicola è un frammento di 13 centimetri della costola sinistra “dalla parte del cuore”, ed è stata deposta in uno scrigno realizzato appositamente a Mosca, traslato con operazioni delicatissime documentate in un video e fatto partire dopo una liturgia solenne nella Cripta della Basilica di Bari, presieduta dal metropolita Hilarion Alfejev, che cura i rapporti esterni del Patriarcato di Mosca e che ha poi accompagnato la reliquia fino a Mosca con una folta delegazione.

Questa, per parte cattolico e locale, era composta dall’arcivescovo Francesco Cacucci di Bari-Bitonto, delegato pontificio della Basilica di San Nicola; padre Ciro Capotosto, priore della Basilica di San Nicola; il sindaco di Bari Antonio Decaro e il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano.

Il reliquiario è stato portato nella Chiesa di San Salvatore a Mosca, dove il Patriarca Kirill in persona ha celebrato una funzione solenne. In Russia, San Nicola è veneratissimo con il titolo di Ciudotrvorets, il miracoloso. E di certo il suo culto ha qualcosa di miracoloso, che è sopravvissuto anche ai decenni dell’ateismo sovietico.

In Russia, San Nicola di Myra era venerato ancora prima che le reliquie di San Nicola fossero prelevate da 62 marinai baresi e portate in città, dove sono rimaste per 930 anni. La traslazione delle reliquie in Russia si festeggia il 22 maggio, secondo calendario giuliano, ed è da ieri che infatti i pellegrini hanno cominciato ad arrivare per venerare la reliquia. Resterà a Mosca fino al 12 luglio, poi sarà trasferita a San Pietroburgo e il 28 luglio tornerà a Bari.

Se questa traslazione – mai avvenuta in quasi mille anni – è stata possibile è grazie all’incontro tra Papa Francesco e Kirill all’Avana. Ma ci sono stati sponsor “importanti” anche per la traslazione della reliquia di San Filippo, tornata in Turchia lo scorso 8 maggio.

Lì, Filippo fu evangelizzatore e martire. Ed è stato Lorenzo Piretto, l’arcivescovo cattolico di Smirne, a portare personalmente la richiesta. L’occasione è stata la ricognizione e la prima ostensione ai fedeli delle reliquie dopo 140 anni, avvenuta nella Basilica dei Santi XII Apostoli, che custodisce le reliquie dal VI secolo.

Lo sponsor importante era appunto il Patriarca Bartolomeo di Costantinopoli, che ha unito la sua richiesta a quella della comunità cattolica e di quella ortodossa di Smirne. Bartolomeo è infatti particolarmente devoto di San Filippo.

Ed è stato proprio nelle sue mani che la reliquia è stata consegnata, nella Cattedrale di San Policarpo di Smirne. Alla celebrazione ecumenica è stato presente anche Francesco D’Andria, l’archeologo dell’Università del Salento che ha scoperto il sito dove l’apostolo è stato sepolto a Hierapolis, l’odierna Pamukkale. Anche questa scoperta e questo legame sono stati alla base del recente viaggio in Puglia del Patriarca Bartolomeo.

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