Sandri a Rieti: come è stato per voi in Medio Oriente c'è un terremoto

Un momento della processione a Rieti di sant' Antonio
Foto: giugnoantonianoreatino.it
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“Come sant’Antonio e come spesso ci ripete Papa Francesco, continuiamo a prenderci cura degli ammalati, sia quelli nel corpo, ma anche quelli che lo sono interiormente perché è stata loro tolta la speranza. È un rischio anche per ciascuno di noi, giovani e adulti”.

Lo ha detto il cardinale Leonardo Sandri nelle messa che ieri sera a Rieti ha concluso la giornata della festa di Sant’ Antonio. Uno dei tanti appuntamenti del Giugno Antoniano Reatino animato dalla Pia Unione di Sant’ Antonio da Padova. Il cardinale ha aggiunto: “ Preghiamo in particolare per tutti i fratelli e sorelle di questa amata terra che recano la ferita del terremoto che ha devastato Amatrice, Accumuli ed altri paesi dell’area: sia versato sul loro cuore l’olio della consolazione, affinchè mai perdano la speranza di un nuovo futuro, ritornando ad abitare in quelle terre grazie alla giusta e doverosa compensazione, almeno sul fronte materiale, secondo le possibilità garantite dalle Autorità Pubbliche e dalla gara di solidarietà nazionale ed internazionale che da quel giorno si è messa in moto”.

Come Prefetto della Congregazione delle Chiese Orientali Sandri ha voluto ricordare i fratelli del Medio Oriente che, ha detto, “ hanno subito in questi anni un altro genere di terremoto, in Siria e in Iraq e in altre zone del Medio Oriente, con le loro case e le loro vite perseguitate, spezzate, e hanno dovuto anch’essi lasciare tutto in una notte per mettersi al sicuro: anche per ciascuno di loro domandiamo consolazione e speranza di una nuova vita, perché in modo misterioso ci sono diventati ancora più fratelli. Noi qui per la potenza a volte distruttrice della natura, loro là per la violenza e l’accecamento del cuore degli uomini, ma tutti accomunati nell’esperienza della croce di Cristo”.

Nella riflessione su Sant’ Antonio, il cardinale ha detto: “Sant’Antonio non ha fatto sconti: per Lui la verità era il Verbo fatto Carne, Gesù Cristo, e questo insegnava, ma vivendo come Lui che, “da ricco che era, si è fatto povero per arricchirci per mezzo della sua povertà”, se ne è fatto testimone ed annunciatore, nella carità e nella benevolenza. In un tempo e in una società “liquida”, come definita dai sociologi, anzitutto come fedeli appartenenti alla comunità cristiana vogliamo interrogarci sulla nostra personale e comunitaria fedeltà al lascito di Antonio: siamo tra coloro che affermano che non c’è verità o è impossibile conoscerla, oppure con il nostro patrono vogliamo dire al Signore: Tu Sei Via, Verità e Vita? Non stiamo parlando di un concetto o di un teorema, che una volta imparato possiamo dire di aver messo nel nostro bagaglio di conoscenze come fosse “nostro”, ma di una Verità che è la Persona del Figlio di Dio, e per questo chiede di rimanere abbracciati a Lui, di camminare con Lui sulle strade della vita, di amare l’esistenza presente desiderando quella eterna”.

La festa del giugno antoniano si protrae fino al 2 luglio con appuntamenti religiosi, spettacoli e incontri.

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