Santa Sede: “Il genio delle donne, un input decisivo per la società”

Papa Francesco incontra l'arcivescovo Jurkovic
Foto: L'Osservatore Romano / ACI Group
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“La vocazione delle donne ha una vocazione specifica nella società umana”, e per questo le donne “devono essere incoraggiate ad abbracciare l’opportunità di sostenere la dignità della vita venendo coinvolte nell’educazione e nella loro partecipazione alla vita politica e civile”. Lo ha detto l’arcivescovo Ivan Jurkovic ad un dibattito sui diritti delle donne al 32esimo Consiglio dei Diritti Umani, lo scorso 16 giugno.

Il ruolo delle donne è garantito nella Agenda 2030 delle Nazioni Unite, dedicata agli obiettivi di sviluppo sostenibile. L’arcivescovo Jurkovic nota che “per ottenere sviluppo sostenibile, dobbiamo superare la discriminazione” e che “in particolare, la violenza contro le donne è una manifestazione atroce di una generale discriminazione e ineguaglianza contro le donne e le ragazze” che “impedisce alle donne di adempiere al loro ruolo nella società”.

Per la Santa Sede, “la collaborazione con e il rispetto per le donne sono fondamentali nel costruire una società basata sui veri valori, inclusi quelli riguardanti le convinzioni religiose”. Per questo motivo, “l’educazione rappresenta uno dei più importanti fattori determinanti per la promozione delle donne in società”, in quanto “dà loro la possibilità di essere protagoniste in sforzi in cui superare l’ineguaglianza e la violenza, portando contributi unici ed efficaci alla creatività e a una più giusta ed eguale famiglia umana”.

Ci vuole una educazione al ruolo delle donna, e la Santa Sede mette in campo le oltre 400 mila scuole primarie e secondarie in tutto il mondo, specialmente in nazioni in via di sviluppo, che sono aperte all’educazione per le ragazze e specialmente per quante sono meno privilegiate.

L’arcivescovo Jurkovic nota che “siamo tutti ben consapevoli dell’influenza specifica e distintiva delle donne in società, i cui input e capacità di comando possono essere cruciali nella ricerca delle soluzioni di molti problemi dell’umanità”. Le donne – insomma – “hanno una vocazione specifica nella società umana”, e possono “e dovrebbero” sviluppare la loro capacità di essere per gli altri “poiché, senza la loro voce, la fabbrica sociale della società sarebbe indebolita”.

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