Sant'Agostino ed il vero amore

Lo scritto di rara bellezza riflette sul significato di questo sentimento così prezioso

Sant'Agostino
Foto: pubblico dominio
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Sant'Agostino è stato il grande cantore di Dio. Lo ha cercato, desiderato e si è fatto afferrare dal Padre, per il bene dell'umanità.

Leggendo le Confessioni, testo con il quale mette a nudo la propria interiorità, narra la sua esistenza, fatta di umanità e fragilità, ma anche di un'appassionata ricerca di Dio che lo tenne inquieto per molti anni.

Conosciuto l'Assoluto si mise su quella lunghezza d'onda, cercando con tutte le sue forze di camminare incontro a Dio.

Trovandolo vivrà di quest'amore e lo consegnerà agli uomini del suo tempo, con originalità e trasporto.

Battezzato, nella notte di Pasqua del 387, dal vescovo di Milano Sant'Ambrogio, dopo la conversione rientra a Tagaste, per fondare una comunità di religiosi.

Amato e scoperto il segreto dell'amore volle seminare la parola del vangelo, nella sua realtà sia da religioso che da pastore della comunità di Ippona.

Testimoniare e vivere la fede fu il suo più grande lavoro e lo fece con la penna e con la generosità.

Chi visse con lui ha testimoniato, come oltre alla predicazione, la sua esistenza era spesa nell'ascoltare e supplire i bisogni della popolazione che, spesso, si rivolgeva al suo aiuto sia morale che materiale.

Uomo di cultura spese  il suo giorno nello stare con gli altri e per gli altri.

Spirò nella cittadina africana, assediata dai Vandali il 28 agosto del 430, raggiungendo quell'Amore che aveva albergato nel suo cuore di consacrato e di uomo.

Leggendo la sua biografia si scopre che fu uno degli autori più prolifici della Cristianità.

Ha scritto moltissime opere: lettere e testi di vario genere, soprattutto teologici, che testimoniano quanto fosse vivace la sua vita ed i suoi rapporti umani.

Nel ricco epistolario agostiniano, brilla una lettera che il santo indirizzò ad un uomo a cui consiglia come comportarsi con la sua donna.

Lo scritto vibra di accenni di mirabile efficacia, rammentando la bellezza di questo rapporto, esaltato dalla nobiltà del suo cammino.

Ecco il testo:

Giovane amico, se ami questo è il miracolo della vita.

Entra nel sogno con occhi aperti e vivilo con amore fermo.

Il sogno non vissuto è una stella da lasciare in cielo.

Ama la tua donna senza chiedere altro all’infuori dell’eterna domanda che fa vivere di nostalgia i vecchi cuori.

Ma ricordati che più ti amerà e meno te lo saprà dire.

Guardala negli occhi affinché le dita si vincolino con il disperato desiderio di unirsi ancora; e le mani e gli occhi dicano le sicure promesse del vostro domani. Ma ricorda ancora, che se i corpi si riflettono negli occhi, le anime si vedono nelle sventure.

Non sentirti umiliato nel riconoscere una sua qualità che non possiedi.

Non crederti superiore poiché solo la vita dirà la vostra diversa sventura.

Non imporre la tua volontà a parole, ma soltanto con l’esempio.

Questa sposa, tua compagna di quell’ignoto cammino che è la vita, amala e difendila, poiché domani ti potrà essere di rifugio.

E sii sincero giovane amico, se l’amore sarà forte ogni destino vi farà sorridere.

Amala come il sole che invochi al mattino.

Rispettala come un fiore che aspetta la luce dell’amore.

Sii questo per lei, e poiché questo deve essere lei per te, ringraziate insieme Dio, che vi ha concesso la grazia più luminosa della vita!”(da Lettere di Sant'Agostino).

Il documento di rara bellezza, mostra la grandezza del sentimento che il santo incoraggia.

Questo fatto di vette ed altezze, non resta nella sfera umana, ma si proietta in un canto di lode al Dio, a cui Sant'Agostino ha rivolto tutto il suo pensiero, ma di più il suo cuore.

 

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