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Scienza e fede: il conte Alessandro Volta

L'inventore della pila elettrica fu filialmente devoto alla Vergine Maria

Alessandro Volta e Napoleone |  | pd Alessandro Volta e Napoleone | | pd

Raccontare la vita di uno scienziato non è semplice e questo vale anche per l’esistenza di Alessandro Volta. 

Scienziato ed inventore della pila elettrica, e padre di tante altre scoperte che collegano il mondo dell’elettricità alle più recenti innovazioni, la sua vita oltre che piena di studio fu dedita alla fede ed all’amore per Dio. 

Di famiglia agiata e nobile, fin da ragazzo si interessa ai fenomeni naturali e della fisica.

Nato il 18 febbraio 1745 a Como, dopo i primi studi compiuti in casa nel 1758 è allievo del collegio dei Padri gesuiti di Como. 

Lo spirito ignaziano che aspira alle vette più alte della fede lo conduce, per volere della famiglia, presso il rinomato Seminario Benzi nel quale incontra la personalità di don Giulio Cesare Gattoni.  

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Canonico e uomo di elevatissima cultura porta il giovane Volta sulle strade delle fede, assecondando il suo amore alla scienza. Interessato allo stesso ambito il presbitero coniuga questa con i dogmi della religione. 

Terminato il liceo, continua gli studi come autodidatta, ed il 22 novembre 1794 sposa Maria Teresa Pellegrini da cui avrà tre figli. 

Nel 1774, visto il prestigio raggiunto, diventa reggente delle Scuole regie di Como ed è attivo come professore di materie scientifiche anche presso l'Università di Pavia.

Seppur docente, e per un periodo anche rettore, non si dimentica di vivere la fede con trasporto ed autentica pietà.  

E‘ assiduo alla messa quotidiana, recita quotidianamente il rosario ed ha una filiale devozione per la Vergine. 

Trascorre parte del proprio tempo nella meditazione ed approfondisce gli studi biblici e teologici. 

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A tutto questo aggiunge l’attività di catechista nella parrocchia di San Donnino, nella quale spiega il catechismo ai ragazzi. 

Seppur è una personalità di spicco ha una fede matura che testimonia con equilibrio e passione, ed è da tutti ricordato come una persona umile, accogliente e vicino al prossimo. 

Investito di più titoli come quello di senatore e di conte, continua l'attività scientifica con rigore e linearità.

Maturo nell’età, si ritira a vita privata tra la propria casa di campagna e Como, nella quale il 5 marzo 1827 spira, anelando alla scoperta di quell’amore che lo ha condotto sulle strade dell’Assoluto che è Dio.