Settimana Santa, i riti con il Cardinale Vicario di Roma Angelo De Donatis

Roma, il calendario delle celebrazioni nella basilica di San Giovanni in Laterano per le giornate di Giovedì Santo, Venerdì Santo e Sabato Santo

Cardinale De Donatis
Foto: Diocesi di Roma
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Sarà il cardinale vicario Angelo De Donatis a presiedere i riti della Settimana Santa nella basilica di San Giovanni in Laterano.

Un comunicato stampa della Diocesi di Roma fa sapere che Il primo aprile, Giovedì Santo, celebrerà la Messa in Coena Domini alle ore 18, e, il giorno successivo, Venerdì Santo, alla stessa ora, presiederà invece la celebrazione della Passione del Signore. Ancora, sabato 3 aprile, alle ore 19, presiederà la Veglia di Pasqua. Inoltre la mattina del Giovedì Santo, alle ore 10, nella basilica di San Pietro, concelebra la Messa Crismale presieduta dal Santo Padre.

Come è noto, in accordo con le misure di contenimento della pandemia, i fedeli sono invitati a partecipare ai riti della Settimana Santa nella parrocchia di appartenenza o comunque in una chiesa vicina alla propria abitazione.

Nella Veglia Pasquale, nella cattedrale di Roma, il cardinale De Donatis battezzerà sei catecumeni (tre donne e tre uomini): un momento significativo, anche perché dopo due anni si celebreranno di nuovo i Sacramenti dell’iniziazione cristiana degli adulti nella notte di Pasqua, mentre lo scorso anno furono celebrati nella solennità dei Santi Pietro e Paolo, il 29 giugno.

"Questi catecumeni, come anche gli altri che saranno battezzati nelle parrocchie di provenienza – sottolineano don Andrea Cavallini, direttore dell’Ufficio catechistico della diocesi di Roma, e suor Pina Ester De Prisco, responsabile diocesana per il Servizio del catecumenato –, hanno avuto un percorso articolato: sono all’inizio della vita cristiana e non è stato semplice vivere il periodo della pandemia con tutte le restrizioni, eppure nonostante tutto hanno cercato di andare avanti e rimodularsi in base a ciò che gli veniva chiesto. Per tanti il tempo della preparazione ai Sacramenti è stato molto difficile perché alcuni hanno perso il lavoro; altri hanno vissuto profondamente la solitudine, non avendo una famiglia qui in Italia; altri hanno avuto momenti di scoraggiamento rispetto alla scelta intrapresa, ma nonostante la criticità della situazione sono andati avanti e ci hanno spesso comunicato di aver sentito fortemente la vicinanza del Signore Gesù, che li guidava attraverso le vicende della vita e che li ha condotti fin qui. È da sottolineare come in questo tempo il lavoro e la creatività dei parroci e dei catechisti sono stati ammirevoli: sono riusciti a trovare modi e tempi per continuare le catechesi".

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