Sinodo, la discussione va oltre la famiglia

Mons. Durocher al briefing del 6 ottobre
Foto: Marco Mancini - Acistampa
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Con il passare dei giorni i lavori del Sinodo cominciano ad entrare nel vivo ed alcuni Padri Sinodali hanno pubblicato sul web i loro interventi pronunciati nel corso delle congregazioni generali. 

“Le indagini sociologiche mostrano che il matrimonio e la famiglia sono ancora valori molto importanti nella nostra cultura occidentale contemporanea. Ciò è un ancoraggio positivo per la Chiesa, per l'annuncio del Vangelo e pertanto deve partire un forte messaggio a favore della scelta del matrimonio e della procreazione e per il percorso che porta a questa scelta”. Lo ha detto nel suo intervento alla XIV Assemblea Generale del Sinodo dei Vescovi Monsignor Johan Bonny, vescovo di Anversa, in Belgio.

Secondo il presule belga, tuttavia, proposte ed osservazioni ricevute nelle risposte contenute dal questionario inviato alle Chiese locali in occasione della preparazione al Sinodo devono essere prese in considerazione: sono “problemi che differiscono tra paesi e continenti. Tuttavia hanno un denominatore comune, il desiderio che la Chiesa si mostri come un grande fiume di misericordia”.

Bisogna infine ricordare - conclude Mons. Bonny - che il “Sinodo si occupa non solo della famiglia come Chiesa, ma anche della Chiesa come famiglia. Ogni famiglia infatti sa quanta pazienza e creatività servano per costruire l'unità nella diversità”.

Il Vescovo canadese Paul Andrè Durocher ha puntato il dito contro i tanti casi di violenza domestica, chiedendo che il “Sinodo affermi chiaramente una corretta interpretazione della Scrittura non può mai giustificare la dominazione e la violenza dell'uomo sulla donna”.

Mons. Durocher allarga il discorso chiedendo di concedere a coppie sposate e ben preparate la possibilità di tenere omelie, di nominare donne ai vertici degli uffici della Curia Romana e l’introduzione del diaconato permanente femminile. 

 

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