Sinodo2018: dalla pastorale digitale all'amicizia con Cristo

Il briefing del 17 ottobre 2018
Foto: ACI Stampa
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In queste ultime congregazioni generali “si è parlato anche della pastorale digitale, di come la Chiesa possa trovarsi nel mondo social: un luogo virtuale e reale dove i giovani sono presenti”. Lo ha detto il Prefetto del Dicastero per la Comunicazione Paolo Ruffini, nel corso del consueto briefing sulla XV Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi. 

“Tra gli altri temi - ha aggiunto Ruffini - si è anche discusso della migrazione giovanile dalle aree rurali alle città. Si è parlato poi delle dipendenze che portano i giovani sulla via della delinquenza, e questo mina la crescita dei continenti in via di sviluppo e nello stesso tempo si è affrontato anche il ruolo della scuola e dell’università, in particolare di quelle cattoliche. Necessario anche rivitalizzare le parrocchie” per evitare che i giovani abbandonino il Cristianesimo nel percorso dell’adolescenza. In tal senso si è evidenziato il ruolo del catechista e l’importanza della formazione di questa figura.   

Un Padre Sinodale ha poi ricordato il Medio Oriente, dove i “giovani testimoniano la vitalità della Chiesa e sono stati ricordati i tanti giovani uccisi per la loro fede”.

“A Taizè tutto l’anno accogliamo i giovani, al Sinodo si parla di conversione profonda di mentalità e struttura, e posso dire che la sento”. Così il Superiore della Comunità di Taizè Fr. Alois. “C’è una volontà forte - ha aggiunto - di essere più vicini ai giovani e tutto si tradurrà in una conversione delle strutture. Sto vedendo valori universali, vissuti da tutti e che si esprimono nella parola amicizia. Il Chiesa è il luogo dell’amicizia e qui scopriamo Cristo amico, morto e risuscitato. Non bisogna parlare solo di cose facili, perché c’è anche la Croce”. 

“Vivo la sorpresa della vicinanza nei temi che si affrontano, nelle sfide della Chiesa di oggi pur nella diversità delle situazioni. C’è una grande vicinanza nella riflessione, nel rapporto della Chiesa con il mondo, nella necessità di riformare il linguaggio con cui ci si avvicina al mondo”, ha detto il Pastore Marco Fornerone, della Chiesa Evangelica Valdese di Roma, delegato fraterno al Sinodo dei Vescovi.

“Questa è una esperienza molto bella, una cosa che ho visto subito è che questo Sinodo è un grande successo perché è stato molto ben preparato. Pensate che solo dall’Uganda sono arrivare 16.000 risposte dai giovani!”. E’ l’impressione del Vescovo di Reykjavík, Monsignor David Tencer.  

“Sul ruolo dell’esperienza digitale - ha sottolineato il Vescovo cappuccino - ho notato che il mondo secolare è più conservatore della Chiesa. La colpa non è di internet, ma di come lo si usa. Noi in Islanda senza internet saremmo persi. La Chiesa va avanti, non è decadenza e  va avanti anche grazie al mondo digitale e ai giovani che ne sono protagonisti”.

 

*aggiornato alle ore 14.12 del 17 ottobre 2018

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