Spoleto, la reliquia di San Ponziano in carcere tra i detenuti

Monsignor Boccardo con i detenuti
Foto: Umbria News oggi
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La reliquia del patrono San Ponziano è stata venerata nel carcere di Spoleto per la prima volta. A portarla, l’Arcivescovo Monsignor Renato Boccardo, che sabato ha presieduto la messa alla presenza di numerosi detenuti. Con lui sull'altare il cappellano Monsignor Eugenio Bartoli.

“Almeno per ora, siete cittadini di Spoleto ed è giusto che possiate adorare anche voi il Santo patrono attraverso la reliquia – ha detto l’Arcivescovo - le nostre vite a volte sono segnate dalle tenebre; noi siamo qui a celebrare l’Eucaristia per affidare a Cristo la nostra esistenza, l’unico capace di trasformare le tenebre in luce”.

Nell’omelia, poi l’Arcivescovo ha presentato il tratto saliente della personalità di S. Ponziano: giovane rimasto fedele alla figliolanza con Dio ricevuta nel Battesimo fino al punto da essere torturato e, infine, ucciso. “Il suo messaggio – ha detto – è ancora vivo nella comunità di Spoleto. A noi suoi concittadini ed eredi ci invita ad avere coraggio e a non dimenticare che siamo figli di Dio”.

L'Arcivescovo ha quindi definito il carcere "una casa particolare ma ricca di significato, resa 'preziosa' da una vera ricchezza, da un grande patrimonio: i vostri sentimenti, i vostri pensieri per i familiari a casa, in particolare per i vostri figli".

Al termine della celebrazione l’Arcivescovo ha salutato i detenuti presenti nella cappella: molti gli hanno consegnato lettere con la loro storia, altri gliela hanno accennata a voce. Tutti gli hanno detto: "portaci sempre nel tuo cuore". Prima di lasciare il carcere mons. Boccardo ha fatto una foto ricordo con la reliquia di S. Ponziano con alcuni detenuti che lo hanno desiderato e che hanno acconsentito, con la firma della liberatoria, alla pubblicazione.

 

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