Stati Uniti, le Piccole Sorelle dei Poveri segnano un punto per l’obiezione di coscienza

Lo scorso 9 luglio, la Corte Suprema degli Stati Uniti ha stabilito che le Piccole Sorelle dei Poveri non sono costrette a distribuire contraccettivi. Termina una lotta di nove anni contro l’Obamacare

Le Piccole Sorelle dei Poveri davanti alla Corte Suprema USA
Foto: Addie Mena / CNA
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Si dicono “sovrastate dalla gioia” le Piccole Sorelle dei Poveri, la Congregazione religiosa che da nove anni ha lanciato negli Stati Uniti una battaglia legale per difendere il loro diritto all’obiezione di coscienza e poter dunque non distribuire contraccettivi come invece veniva loro richiesto dalla riforma sanitaria di Obama. E la gioia viene dal fatto che lo scorso 9 luglio, con un verdetto di 7 a 2, la Corte Suprema degli Stati Uniti ha difeso il loro diritto all’obiezione di coscienza.

“Per oltre 150 anni – si legge nella motivazione della maggioranza – le Piccole Sorelle si sono impegnate in un servizio fedele e di sacrificio, motivato da una chiamata religiosa a lasciare tutto per amore dei loro fratelli”.

Ma – continua la motivazione – durante gli ultimi sette anni loro, come altri religiosi obiettori che hanno partecipato alla causa e alla decisione che ha portato alla decisione di oggi, hanno combattuto per l’abilità di continuare nel loro nobile lavor senza violare le loro sincere credenze religiose”.

Era l’ultima causa contro il mandato dell’Obamacare, la riforma sanitaria di Obama, che in questo caso era stata messa in discussine dagli Stati di Pennsylvania a California. Questi Stati avevano sottolineato che le esenzioni delineate dall’amministrazione Trump per le organizzazioni con obiezioni morali e religiose al mandato caricavano i costi della copertura contraccettiva agli Stati ed era così proceduralmente in difetto”.

La maggioranza dei giudici della Corte Suprema hanno invece stabilito che “le regole che hanno promulgato queste esenzioni non hanno difetti procedurali.

Le Piccole Sorelle dei Poveri hanno cominciato la loro battaglia nel 2011. Con la riforma sanitaria di Obama, veniva chiesto di includere nelle assicurazioni sanitarie copertura gratuita per contraccettivi, sterilizzazione e “controllo delle nascite di emergenza”.

Le istituzioni cattoliche potevano “obiettare” rendendo noto la loro posizione sul tema. Ma quanti venivano assicurati (negli USA, il servizio sanitario si basa sulle assicurazioni) potevano comunque chiedere la copertura.

Inaccettabile per le Piccole Sorelle dei Poveri, le quali hanno messo in luce che sarebbero state comunque complici nel fornire la contraccezione. E allora hanno denunciato il governo. Era il 2013.

Nel luglio 2015, le Piccole Sorelle hanno perso un appello, perché la corte federale di Denver ha detto che il processo di notifica non le va a colpire in maniera inappropriata, e la loro sentenza si aggiungeva ad altre quattro di corti federali che hanno sostenuto l’Obama Care nel garantire accesso al controllo delle nascite gratuito per le donne.

Papa Francesco le incontrò durante il viaggio negli Stati Uniti il 23 settembre 2015, sostenendo così la loro battaglia.

Nel 2016, la Corte Suprema rinviò il caso ai tribunali locali, chiedendo ad amministrazioni e non profits di cercare un compromesso. Si trattava di una piccola vittoria.

Nel 2017, l’amministrazione Trump ha invece offerto una esenzione religiosa e morale sia alle suore che ad altri gruppi religiosi ed è stato lì che Pennsylvania e California hanno fatto ricorso. Si è tornati così alla Corte Suprema.

La sentenza sancisce così il diritto all’obiezione di coscienza. Una vittoria per le Piccole Sorelle dei Poveri, dopo quasi dieci anni di lotta.

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