Stazioni quaresimali, i rifugiati di oggi e di ieri a San Saba all' Aventino

Gli affreschi del XIII secolo della chiesa di San Saba
Foto: sansaba.gesuiti.it
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“Più volte Papa Francesco ha invitato le comunità cristiane ad essere in cammino e ad uscire verso la realtà in cui vivono.

La parrocchia di san Saba a Roma vuole camminare ogni giorno come un pellegrino. La vita di Ignazio di Loyola, fondatore della Compagnia di Gesù, è mossa da questa attitudine: egli stesso nella sua Autobiografia si definisce “il pellegrino”.”

Con queste parole i Gesuiti della parrocchia di San Saba all’Aventino presentano la loro comunità. A San Saba si ferma il cammino stazionale nella giornata di oggi 19 marzo.

La chiesa fa parte dell’antico complesso monastico di “Cella nova” dove arrivarono molto monaci greci. Il più importante monastero orientale a Roma è proprio quello di San Saba, che a lungo fu legata al monastero degli Studiti a Costantinopoli. Un Egumeno era al Concilio Laterano, un altro fu legato pontificio a Nicea per confutare gli iconoclasti. La zona viene definita “Aventino minore” dai tempi antichi.

La basilica di san Saba è un esempio di architettura romanica medievale.

Nei secoli successivi si susseguono i Benedettini, i monaci di Cluny, i Cistercensi e i Canonici Regolari. Nel 1573 diventa sede del Collegio Germanico Ungarico retto dalla Compagnia di Gesù. Con la soppressione dell’ordine nel XVIII secolo, i Francescani e in seguito i Salesiani si insediano nell’area. Dai primi del ‘900 ad oggi i gesuiti tornano alla guida della comunità divenuta nel frattempo parrocchia.

Il rione, che prende il nome dall'omonima chiesa di S.Saba, fu istituito il 9 dicembre 1921 quando il più vasto rione Ripa venne privato di una parte di territorio. Il lato suggestivo è tuttora fornito dalle grandi "Terme di Caracalla", che fanno da quinta alla Passeggiata Archeologica.

“Una nostra parrocchia- si legge nel sito di San Saba- può definirsi “gesuitica” se, pur essendo impegnata a realizzare gli obiettivi e a seguire le linee della Chiesa locale,  “fa proprie anche le priorità apostoliche della Compagnia” e il programma missionario della Provincia, secondo “il nostro modo di procedere” .

Una delle caratteristiche della attività della parrocchia è il centro di accoglienza attivo dal 1989 che  ospita uomini richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale.
La struttura, aperta 24 ore al giorno, ha 22 posti, 20 dei quali sono in convenzione con il Sistema SPRAR (Servizio di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati). Gli altri due sono gestiti direttamente dal Centro Astalli per far fronte a situazioni di emergenza.

 

 

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