Storie, il tempo delle città delle Marche scandito dalle preghiere e dagli orologi

Un restauro che recupera la storia di un paese e delle sue tradizioni religiose

L'ingegnere Oronzo Mauro
Foto: GC
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Nell’agosto del 2013,un gruppo di cittadini di Montefiore dell’Aso (Ascoli Piceno),appassionati di meccanica, decisero di restaurare l’antico orologio solare presente sulla facciata della antica chiesa di San Filippo del loro Paese. L’orologio appariva scolorito e prossimo a scomparire del tutto.

Nel mentre il gruppo di lavoro operava al restauro, si pose il problema del rispristino del funzionamento dell’antico orologio meccanico della torre della stessa chiesa, costruito dall’orologiaio meccanico Pietro Mei nel 1855, e fermo da oltre 60 anni, che un rovinoso progetto di automazione avvenuto negli anni 80, ne aveva aggravato il funzionamento. Il gruppo di lavoro, capitanato dall’ingegner Oronzo Mauro ebbe grande successo, il ché ha portato l’associazione culturale, con il patrocinio del Comune di Montefiore, ad aprire un vero e proprio museo della “Meccanica del Tempo”.

Oronzo Mauro è membro attivo del SISFA –Società italiani storici della fisica e dell’Astronomia è anche direttore scientifico del Science Museo Lab  (una rete di musei scientifici e didattici tra le province di Ascoli Piceno,Fermo e Milano) nonché della associazione restauro antichi strumenti scientifici di Brera, e Managing director presso Accenture nell’ambito del quale lavora in diversi Paesi Europei ed in Asia in progetti internazionali. Mauro ci ha detto che nel Museo di Montefiore è riuscito a raccogliere testimonianze antiche: “sono esposti 5 orologi solari di cui un emiciclo romano del II secolo, ci sono orologi da parete e 10 orologi da torre Monumentali e 200 altri tipi di orologi” .Vista la notorietà del gruppo e la missione, ripristinare antichi orologi a torre, il Sindaco Enrico Piergallini e l’assessore Rossi del Comune di Grottammare, non lontano da Montefiore dell’Aso, hanno dato incarico a Mauro di restaurare l’antico orologio civico del vecchio incasato sito in Piazza Peretti, meccanismo anche questo prodotto dal maestro orologiaio Pietro Mei a metà dell’ottocento.

La prima parte del restauro si è conclusa ai primi di agosto di quest’anno ed il curatore lo ha presentato nella medievale piazza intitolata a Felice Peretti (Sisto V- 227^pontefice dal  1585 al 1590 e nativo di questo Paese detto “Il Papa Tosto”) al Sindaco ed ai cittadini. L’ingegnere ha poi edotto i presenti  con una breve lezione sugli orologi antichi. Ha rivelato di aver trovato nell’archivio del Comune, antichi documenti risalenti ai primi anni del 1800 quando il territorio de la Marca era territorio Pontificio “c’ è un calendario del 1843- dice Mauro- su come inviare la corrispondenza a Fermo e in altri distretti e di come i cittadini potessero ritirarla ad un certo orario ed in certi giorni al suono delle campane, un servizio che veniva dato ai cittadini ed ai contadini per regolarsi sulle ore di lavoro restanti del giorno”. Nella piazza Peretti si affacciano l’ antica chiesa di San Giovanni Battista, ove è sito ora il museo Sistino, il Palazzo Priorale, l’Altana dell’orologio ed il Teatro dell’Arancio del 1700. Nel portico della piazza, uno splendido belvedere dal quale è possibile ammirare tutta la costa. Poco distante la seicentesca chiesa di Santa Lucia attribuita all’architetto Fontana voluta da Sisto V.

“Il tempo - racconta Oronzo Mauro -è caratterizzato da tre momenti storici: l’ora del tempo dei romani che arriva  al primo medioevo nel quale il giorno finisce con il tramonto del sole, le terme dei romani avevano l’orologio solare sulle pareti e tutte le case dei patrizi ne erano dotate. L’ora Italica, dal 1300 in poi con orologi forniti di  meccanismi e contrappesi o ad acqua, gli orologi erano mono lancetta ed erano a sei ore o dodici ore. L’ora nel periodo francese che va dal XVIII secolo  alla Rivoluzione francese, dove le lancette finiscono alla mezzanotte e le 12 ore si ripetono due volte.

Trattandosi di territorio pontificio a Grottammare come in tutte le altre diocesi, la vita dei cittadini era scandita dalle ore dedicate alla preghiera. Col tempo tutte queste preghiere andarono a formare la Liturgia delle Ore o Ufficio Divino. Questa liturgia venne incontro all’esigenza dei monaci medievali –qui erano presenti quelli di Farfa – che con la riforma di San Benedetto decretò la regola da applicare a questa consuetudine, stabilendo i sei momenti di preghiera: le Lodi all’alba, la Prima alle sei, la Terza ora alle nove, la Sesta alle 12,la Nona alle 15 ed i Vespri al tramonto, tutte rigorosamente scandite dagli orologi a torre esistenti sui campanili delle Chiese. L’orologio, ora restaurato di Grottammare, è in ferro battuto con telaio a castello di forma quadrata con contrappesi costituiti da grossi ciottoli ed è opera del maestro orologiaio Pietro Mei  del 1844.Un anno era necessario al maestro per costruire un orologio. Nel Catasto Gregoriano, continua l’ing.Oronzo, abbiamo trovato che nella piazzetta era presente anche un orologio solare, quest’ultimo apparteneva alla Compagnia del Santissimo Sacramento. L’edificio è del 1813 ed era del Comune, qui c’era anche un forno ed in questo territorio una ferriera”.

Mauro ha ricordato anche che a Milano esiste la via Delle Ore in questa via c’era l’orologio più antico risalente al XIV secolo. La clessidra per la sera e la notte serviva presso i locali pubblici per indicare il passare delle ore ed il tempo di gioco.

A Grottammare esistono altre importanti chiese come quella di San Martino eretta sulle rovine di un antichissimo tempio dedicato alla Dea Cupra e la cui presenza è attestata già dal X secolo. La Chiesa di Sant’Agostino, collocata su una ripida strada che porta al borgo antico. Ha il campanile mozzato perché il convento annesso alla chiesa, ospitò il monaco agostiniano Martin Lutero durante il suo viaggio verso Roma prima del grande scisma. C’è poi la Chiesa di Santa Maria ai Monti costruita nell’area ove alla fine del 1300, era un piccolo Santuario mariano eretto contro la peste. La nuova Chiesa fu costruita nel 1614, inglobando un muro ove era dipinta la Madonna dell’antica chiesetta.

In seguito, a causa di un incendio, buona parte dell’affresco andò distrutto ma si salvò miracolosamente l’immagine della Madonna col Bambino. Infine la Chiesa di Santa Lucia, voluta dal pontefice Sisto V, Felice Peretti che nacque il 13 dicembre 1521 giorno di Santa Lucia. La costruzione fu iniziata il 17 aprile 1590 ma ad agosto dello stesso anno, il pontefice morì, i lavori furono bloccati ma ripresero e si conclusero per volontà della sorella Camilla Peretti.

                            

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