Terza udienza in Vaticano al processo sugli abusi al Preseminario San Pio X

La prossima sarà il 4 febbraio del 2021

Il Palazzo del Tribunale dello Stato della Città del Vaticano
Foto: Aci Stampa
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Si è aggiornato al 4 febbraio del 2021 il processo a Don Radice e don Martinelli sui presunti abusi al Preseminario San Pio X in Vaticano.

Nel pomeriggio di oggi un paio d’ore di udienza nella quale  si è costituita la difesa del Preseminario e dell’Opera Don  Folci e si è svolto l’interrogatorio a don Radice. Martinelli era assente perché in Lombardia, zona rossa, e perché lavora in una Rsa. Sarà interrogato il 4 febbraio alle 9.30.

Don Radice ribadisce che non sapeva niente e che L.G., la vittima, e l’amico-testimone K. agiscono per “interessi economici”. Riferisce che vescovo di Como Coletti e card. Comastri decisero di chiudere la vicenda, anche dopo averlo sentito, perché non si erano riscontrati elementi concreti. E cita anche don Luigi Maria Epicopo, legato alla vittima L.G.

L’interrogatorio di don Enrico Radice si apre con la lettura dei due interrogatori resi al Promotore di Giustizia (6 settembre 2018) e al delegato del vescovo di Como (24 febbraio 2018).

Nel Preseminario don Radice non ha mai visto o sentito parlare di abusi: “Ero sveglio fino alle 23-23.30 per assicurarmi che tutti entrassero nelle loro stanze. Le pareti erano sottili, si poteva sentire tutto. Se qualcuno chiacchierava dicevo, dopo una certa ora, di fare silenzio. Se vedevo la luce del cellulare, dalla finestra sopra la porta, dicevo di spegnere”. “Nessuno mi ha mai riferito di abusi, né gli studenti, né gli insegnanti, né i genitori”.

Dai resoconti di quegli interrogatori emerge anche una affermazione della vittima L.G.: “Nel 2009-2010 trovai il coraggio di parlare con Radice. Mi rispose in maniera aggressiva e fui emarginato. Continuai a subire abusi. Non sono stato l’unico a subire abusi e a parlare con Radice”. Radice prima ribadisce che “mai” L.G aveva parlato con lui; successivamente dice invece che L.G. aveva parlato di “fastidi” subiti da Martinelli ma “mai mi parlò di abusi sessuali”. “C’erano screzi e scherzi come in tutte le comunità di ragazzi”.

Spunta anche una questione legata a don Luigi Maria Epicopo (che conosce la vittima L.G.) per “un progetto di unire al Preseminario anche gli universitari in discernimento vocazionale”. Del progetto non si è fatto nulla e Radice dice che Epicopo e gli altri sacerdoti che fecero questa proposta “erano gelosi della direzione del Preseminario e volevano assumere loro la direzione”.

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