Torino: beatificato l'apostolo dei malati psichiatrici Luigi Bordino

Le suore della Piccola Casa del Cottolengo
Foto: www.sindone.org
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Fratel Luigi Bordino è beato. La proclamazione è avvenuta nel corso della Messa all’area Vitali del parco Dora a Torino presieduta dal cardinale Angelo Amato, prefetto della Congregazione per le cause dei Santi.

Più di 6 mila i presenti tra cui tanti alpini ed ex alpini. Fratel Bordino, al secolo Andrea, era stato infatti artigliere alpino durante la Seconda Guerra Mondiale prima di prendere l’abito dei Cottolenghini con il nome di Luigi e dedicare tutta la sua vita ai malati, nel cui volto “vedeva Gesù crocifisso”.

Innumerevoli i segni della fede, della pietà e della bontà di fratel Luigi, come ha spiegato il cardinale Angelo Amato, basandosi sulle testimonianze di parenti, amici e confratelli di Bordino. "Dopo l'esperienza bellica, Andrea sente il fascino della vita religiosa e il desiderio di consacrarsi al servizio dei sofferenti". Il 23 luglio del 1946 l’ingresso al Cottolengo. «Fin dal postulandato ha iniziato una vita di preghiera e di pratica della carità, assicurando l'igiene dei malati, le medicazioni, l'assistenza ai pazienti gravi, la pulizia dei barboni e dei malati immobilizzati a letto».

 

Nel gennaio del 1966 la professione perpetua. «Chiamato il gigante buono per la sua corporatura robusta, si presta volentieri a ogni tipo di servizio – racconta il cardinale Amato - Di poche parole, con il sorriso e il volto sereno, riusciva a infondere sicurezza e fiducia. Diviene presto l'infermiere più richiesto dagli ammalati, dalle suore, dai medici, perché esperto, efficiente, sicuro, riservato».

 

Colpito da leucemia "fratel Luigi si addormenta piamente nel Signore il 25 agosto 1977. Ha 55 anni». Il 12 aprile del 2003 Bordino viene proclamato venerabile, mentre prosegue l’iter per la beatificazione. «"lcune testimonianze sono commoventi per semplicità e schiettezza – precisa il cardinale Amato – Tutte parlano della grandezza di fratel Luigi. Nel pregare si comportava come un vitellino quando succhia il latte, si capiva che ne godeva, che era attirato dal Signore e da lui corrisposto. Le virtù religiose, ma anche quelle umane di fratel Luigi erano eccezionali, di gran lunga superiori alle nostre. Fratel Luigi viveva veramente di fede". 

 

Ma, continua il cardinale: "in fratel Luigi non erano tanto le parole e nemmeno le azioni a manifestare la carità di Dio, quanto la sua persona, la sua presenza che manifestava amore, misericordia, comprensione. Una notte di un ultimo giorno di dicembre egli volle offrire il suo sangue per una paziente affetta da una gravissima emorragia; operata in extremis fu salvata grazie soprattutto alla sua generosa donazione. La sua esistenza fu una continua discesa da Gerusalemme a Gerico, per soccorrere ogni sorta di uomini colpiti nel corpo e nello spirito. Era veramente un buon Samaritano, come Gesù".

Questa beatificazione viene non a caso incastonata al centro dell’Ostensione della Sindone 2015, dedicata ai malati, oltre che ai giovani. “Fratel Bordino ha espresso il meglio del suo carisma proprio nel servizio infermieristico”, ricorda il cottolenghino fratel Roberto Colico, dell’Associazione per la Beatificazione. Il legame particolare tra la Sindone e il nuovo beato è rappresentato anche da “Casa Bordino”, il servizio di assistenza ai malati psichici costituito all’interno della Confraternita del S. Sudario.

Per fratel Luigi la vocazione verso i più deboli e fragili matura nella tragica campagna di Russia, durante la seconda guerra mondiale. Nel ’46 l’ingresso nella Piccola Casa della Provvidenza, dove trascorre 30 anni in preghiera e servizio amorevole per i sofferenti. Oggi Casa Bordino è un centro diurno per l’assistenza e il reinserimento dei malati psichiatrici, prende il nome dal cottolenghino fratel Luigi.

Aperta il 17 febbraio del ’95 al 28 di via San Domenico, casa Bordino è un’emanazione della Confraternita del SS Sudario, che sin dalla fondazione si occupava proprio di curare i malati psichici accolti nello Spedale de’ Pazzerelli. La chiusura di quella antica struttura risale a 260 anni fa. Casa Bordino ne recupera la tradizione con diversi strumenti e cognizioni aggiornate, ma con il medesimo spirito di servizio. Spiega il professor Bruno Barberis, che all’epoca della creazione di casa Bordino era presidente della Confraternita: “La psichiatria era attraversata da una profonda trasformazione, dovuto anche ai traumi provocati dalla legge Basaglia e dalla chiusura degli ospedali psichiatrici. Il nostro obiettivo era ed è quello di superare le logiche dell’internamento e dell’esclusione e di adottare strategie di inclusione e riabilitazione sociale. Uomo buono, ma dalla volontà di ferro, che ai malati ha dedicato tutta la sua vita, fratel Luigi è la figura luminosa che abbiamo scelto come guida. Un modello di carità da cui prendiamo ispirazione».

Oggi a Torino, di fronte alla Sindone si è fermato a pregare anche Paul Richard Gallagher, Segretario per i Rapporti con gli Stati della Santa Sede, “In questi ultimi tempi - ha affermato - siamo tutti molto scioccati dalle violenze inumane subite dai nostri fratelli e sorelle nei diversi scenari internazionali. L’immagine della Sindone, di un uomo che ha sofferto tanto come il Signore Gesù, è un segno molto eloquente dell’amore di Dio per noi”.

 

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