Tu sei unico, il Pellegrinaggio Macerata-Loreto alla 38^ edizione

Alcune immagini della Marcia del 2015
Foto: pellegrinaggio.org
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Dopodomani, sabato 11 giugno, si svolge il 38° Pellegrinaggio a piedi Macerata-Loreto che coinvolgerà 3.000 volontari per garantire il buon andamento dei numerosi servizi. I numeri anche quest’anno sono in crescita nei vari settori, a cominciare dalla segreteria che vede all’opera ben 300 persone, mentre per il servizio accoglienza è stata toccata quota 800, con giovani provenienti, oltre che dalle Marche, anche da Abruzzo, Emilia-Romagna e Lombardia.

Più di 100 persone impiegate nel coro, 150 nel servizio liturgico (con circa 20.000 ostie da utilizzare), oltre 30 per l’accoglienza autorità ed ospiti, 140 per l’allestimento stadio, 30 per l’ufficio stampa, ben 500 volontari tra personale medico e paramedico (tra cui 50 medici), con l’impiego di 30 ambulanze e la presenza di quattro postazioni mediche avanzate, 10 punti di primo intervento e 15 postazioni mobili; in più sono 40 i pulmini del servizio accoglienza mobile messi a disposizione da volontari privati, con l’aggiunta di 11 pullman di linea.

L’amplificazione sarà dotata di ben 16 squadre per oltre 250 persone, mentre sono 35 le persone tra podisti, accompagnatori e speaker impiegate con la fiaccola per la pace e durante il cammino saranno una trentina i podisti di varie società sportive provenienti, oltre che dalle Marche, da Padova, Terni, Lecce, Perugia. La santa messa nello stadio  maceratese sarà celebrata dal card. Edoardo Menichelli, arcivescovo della Diocesi di Ancona-Osimo, che ha sottolineato: “Il Pellegrinaggio Macerata-Loreto è un po’ il simbolo di ogni pellegrinaggio umano verso ciò che libera, incoraggia, santifica.

E’ occasione di evangelizzazione e senza cadere nell’enfasi delle parole vuote, è icona simbolica del tempo umano, incerto e confuso, che approda alla bellezza… E’ affascinante il tema che quest’anno si fa oggetto di meditazione ‘Tu sei Unico! E’ indubbio che l’Unico è Cristo Signore: il Bambino che è in braccio a Maria, la Vergine lauretana; è il giovane Maestro che ha sedotto con la sua Parola e la sua Santità i primi discepoli e una lunga teoria di seguaci; è il Crocifisso per amore che con il dono di Sé salva l’umanità; è il Risorto che con la sua umanità gloriosa ha introdotto la nostra carne nella casa del Padre.  E’ il Cristo, il volto della misericordia del Padre, anzi è la misericordia vista e toccata, è il perdono di Dio padre verso l’umanità attratta dal maligno… Il pellegrinaggio Macerata-Loreto è un po’ il simbolo di ogni pellegrinaggio umano verso ciò che libera, incoraggia, santifica… Senza cadere nell’enfasi delle parole vuote, il pellegrinaggio è icona simbolica del tempo umano, incerto e confuso, che approda alla bellezza”.

Il vescovo della diocesi di Fabriano-Matelica, mons. Giancarlo Vecerrica, ci ha detto che il titolo del pellegrinaggio è scaturito sentendo l’udienza generale del 27 aprile scorso di papa Francesco: “Dio ha compassione di noi. Cosa vuol dire? Patisce con noi, le nostre sofferenze Lui le sente. Compassione significa ‘compartire con’. Il verbo indica che le viscere si muovono e fremono alla vista del male dell’uomo. E nei gesti e nelle azioni del buon samaritano riconosciamo l’agire misericordioso di Dio in tutta la storia della salvezza. E’ la stessa compassione con cui il Signore viene incontro a ciascuno di noi: Lui non ci ignora, conosce i nostri dolori, sa quanto abbiamo bisogno di aiuto e di consolazione. Ci viene vicino e non ci abbandona mai. Ognuno di noi, farsi la domanda e rispondere nel cuore: ‘Io ci credo? Io credo che il Signore ha compassione di me, così come sono, peccatore, con tanti problemi e tanti cose?’.

Pensare a quello e la risposta è: ‘Sì!’. Ma ognuno deve guardare nel cuore se ha la fede in questa compassione di Dio, di Dio buono che si avvicina, ci guarisce, ci accarezza. E se noi lo rifiutiamo, Lui aspetta: è paziente ed è sempre accanto a noi”. Partendo da questa osservazione abbiamo chiesto all’ideatore del pellegrinaggio, mons. Giancarlo Vecerrica, la spiegazione della scelta del titolo, ‘Tu sei unico’: “Il titolo è tratta da una frase che ha detto papa Francesco ad un giovane, mentre lo abbracciava, che gli aveva detto qualcosa. Il papa gli ha detto: ‘Tu sei unico!’. Allora, abbiamo detto: ‘La prendiamo anche noi’, perché di fronte a Dio ognuno è importante; è una persona che vale. Per Gesù ognuno di noi è un valore”.

Perciò il pellegrinaggio esprime un concetto di bellezza. Come essa può essere liberante?

“La bellezza è proprio l’espressione della misericordia: Dio che è somma Bellezza, è Colui che ama le cose belle e ci vuole felici”.

Nell’anno del Giubileo della Misericordia cosa significa fare il pellegrinaggio?

“In questo anno della Misericordia compiere il pellegrinaggio vuol dire per credenti e non credenti, perché Gesù è venuto per tutti, che c’è una via ancora più bella e possibile per la felicità nella vita, che è l’incontro con Gesù”.

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