Turkson, i marittimi bloccati in mare per la pandemia devono tornare a casa

Il presidente del Dicastero per lo sviluppo umano integrale prepara la celebrazione per i 100 di Stella Maris

Marittimi
Foto: pd
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Una celebrazione eucaristica a Glasgow in Scozia alle 16 ora di Roma di domenica 4 ottobre sarà il modo di ricordare il centenario della nascita di Stella Maris.

Lo conferma il Prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale il cardinale Turkson in una lettera inviata a tutti i vescovi e cappellani che si occupano dell’Apostolato del Mare.

La pandemia aveva fatto rimandare la celebrazione che ovviamente sarà molto ridotta ma il cardinale Turkson vuole che ci sia l’occasione per ricordare il compito svolti dalla organizzazione cattolica al servizio dei marittimi, dei pescatori e delle loro famiglie in tutto il mondo.

Il cardinale Turkson nella sua lettera per invitare tutti a partecipare grazie alla diretta streaming della celebrazione del 4 ottobre, e a mettere in atto iniziative locali, ha ricordato che molti appelli  a considerare i marittimi come lavoratori chiave e creare canali speciali per il cambio dell’equipaggio in questo 2020 sono stati ignorati: “ Vogliamo vedere i marittimi che sono bloccati in mare tornare nei loro paesi e riunirsi ai loro cari!”, scrive Turkson.

La storia inizia nel 1899 quando il gesuita Egger istituì un ramo dell’Apostolato del mare nel porto di Clydeside. Più di duecentomila persone si iscrissero all’Apostolato del mare durante gli otto anni in cui fu attivo a Glasgow. Il 4 ottobre 1920, un piccolo gruppo di persone si riunì nella città scozzese e rifondò l’Apostolato del Mare che riuniva e organizzava le tante esperienze precedenti. Non solo cura religiosa ma anche assistenza sociale e morale. “Da allora sono trascorsi cento anni – ha scritto il cardinale Turkson – e questo ministero è cresciuto ed è andato adattandosi alle continue trasformazioni dell’industria marittima”.

Oggi Stella Maris è presente in 300 porti e sono più di 70 mila le visite alle navi e oltre un milione i marittimi che ne traggono beneficio.

Il logo dell’Apostolato del Mare “Apostolatus Maris”riporta la scritta Stella Maris e l’immagine di un’ancora simbolo della la speranza unita a un salvagente, la fede e il cuore che simboleggia la carità. Al centro, raggi di luce e il colore blu del mare. Nel nuovo logo che viene presentato per il centenario ci sono anche le onde del mare come simbolo di un nuova coscienza ambientale.

Stella Maris è l’appellativo con il quale la gente del mare si rivolge alla Vergine Maria per riceverne la protezione. È da tempo anche il nome con il quale viene identificato l’Apostolato, benedetto e incoraggiato da tutti i pontefici.

Nello scorso mese di agosto l’Apostolato della Preghiera ha stabilito che l’intenzione universale della preghiera del Santo Padre sia dedicata al mondo marittimo: “Preghiamo per tutte le persone che lavorano e vivono del mare, compresi marinai, pescatori e le loro famiglie”.

In una lettera il cardinale ricorda anche il grave impatto sul mondo marittimo della emergenza covid, sarebbero più di 300 mila i lavoratori bloccati in mare lontani dalla famiglia e in sottoposti a stress psichico e fisico.

“In questa situazione di crisi, l’approccio tradizionale della Stella Maris per mettere in pratica la sua pastorale deve essere ripensato. Dobbiamo essere inventivi e trovare nuovi modi di essere presenti sulle banchine ed essere una Chiesa che naviga con la gente del mare” spiega Padre Bruno Ciceri Direttore Internazionale della Stella Maris.

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