Un passo verso la santità per il patriarca dell’indipendenza libanese

È venerabile il Patriarca Elia Hoyek. Cruciale il suo ruolo nell’indipendenza del Libano

La statua del Patriarca Hoyek nel Museo a lui dedicato in Libano
Foto: PD
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È il padre dell’idea del Grande Libano, un simbolo di resistenza contro l’egemonia ottomana, il fondatore dell’indipendenza libanese. Ma Elia Hoyek era conosciuto anche per la santità in vita, e lo scorso 6 luglio Papa Francesco lo ha proclamato venerabile.

A Bkerké, sede del Patriarcato maronita in Libano, c’è stata festa. Il Patriarca Boutros Bechara Rai ha dato l’annuncio sottolineando che si tratta di “un motivo di orgoglio per il Libano, i maroniti e i Libanesi di tutto il mondo”, perché il Patriarca Hoyek è “a tutti gli effetti il “padre fondatore” del Grande (e moderno) Libano, ha lottato per la sua indipendenza e per la difesa del territorio, e tra queste un particolare attenzione alle “regioni che erano state strappate dagli Ottomani” e che sono state “l’origine della grande carestia degli anni 1915-17”.

Una fortunata coincidenza che il decreto del Papa che ne attesta le virtù eroiche si stato presentato a meno di due mesi dall’apertura delle cerimonie di commemorazione per il centenario della proclazione del Grande Libano. Ora, manca il riconoscimento ufficiale di un miracolo attributo al patriarca Hoyer perché possa essere dichiarato venerabile.

Hoyek è stato il 72esimo patriarca maronita. Nato nel 1843, è diventato patriarca nel 1899 e lo è stato fino alla morte nel 1931.

Sono tre i periodi fondamentali della vita di Hoyek. Il primo va dalla sua elezione al 1914, quando dovette dialogare con l’Impero Ottomano e arrivò a guadagnarne la fiducia fino ad avere la nishan, la medagli ottomana, durante una visita ad Istanbul nel 1905. La sua autorità fu messa in discussione da una società anti-clericale cucita sul modello europeo, che soffriva le capacità della Chiesa e l’impatto che aveva nella società, specialmente con le scuole.

Il secondo periodo della sua vita dura dal 28 ottobre 1914, giorno dell’entrata in Guerra dell’Impero Ottomano, al ritiro delle truppe dell’Impero Ottomano dal Libano nell’ottobre 1918. Durante quel periodo, Hoyek si scontrò spesso con Ahmet Cemal Pasha, governatore militare della Siria e comandante della quarta armata. Questi non forzò i cristiani libanesi a servire come militari in guerra, ma fu la guerra a creare carestia e ondate di attacchi di locuste, tanto che più di un terzo della popolazione del Nord Libano morì.

Era un periodo di tensioni: alcuni maroniti vennero condannati a morte per alto tradimenti, altri furono imprigionati o esiliati. Girò anche voce che Hoyek sarebbe stato arrestato, perché legato ad interessi francesi.

Dal 1918 al 1931, il Patriarca Hoyek dovette affrontare il mandato francese in Siria e Libano, un risultato degli accordi di Sykes Picot, e lavorò per allargare il territorio di Monte Lebanon, includendo Beirut e Bekaa, Tripoli, Sidone e la regione di Tiro, per garantire al Libano indipendenza dalla Siria e portarlo sotto il mandato francese.

Nel 1919, partecipò alla Conferenza di Pace di Parigi, ed ebbe successo nell’ottenere la creazione del Grande Libano.

 

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