Un seminario alle porte dell’Asia per evangelizzare il continente

Apre a settembre il seminario Redemptoris Mater a Macao. Affidato al Cammino Neocatecumenale, ha l’ambizioso obiettivo di evangelizzare l’Asia

L'aspetto che avrà il seminario di Macao
Foto: shema.it
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San Giovanni Paolo II aveva guardato all’Asia come obiettivo missionario nella sua enciclica Redemptoris Missio. E guardando a quell’enciclica, ma anche al prossimo mese missionario stabilito per festeggiare il centenario della Maximum Illud dei Benedetto XVI, che la Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli ha stabilito un seminario a Macao, affidato al Cammino Neocatecumenale.

Come tutti i seminari del Cammino, si chiamerà Redemptoris Mater. A differenza di tutti i seminari del Cammino, sarà direttamente sotto le dipendenze di Propaganda Fide e non della diocesi locale. E forse in questa decisione si può guardare già al futuro, quando il “superdicastero missionario” previsto con la Riforma della Curia prenderà sempre più in mano le sorti della missione. Altri seminari del genere, con compiti specifici e slegati dalle diocesi locali, potrebbero nascere in altri territori di missione.

La scelta di Macao è particolarmente simbolica. Alcuni possono vedere in Macao un ripiego, perché c’era un progetto analogo per il Giappone, poi naufragato proprio quest’anno. Ma Macao, che era una colonia portoghese e che solo dal 1999 è diventata una delle regione amministrative speciali della Cina insieme ad Hong Kong, si candida ad essere un avamposto cruciale per i rapporti con Pechino. Perché c’è un accordo provvisorio sulla nomina dei vescovi, ma c’è anche una comunità da curare e in cui iniettare nuovi missionari.

La Cina è, in fondo, solo uno degli obiettivi. La nuova istituzione è infatti chiamata “Collegio Redemptoris Mater per l’Evangelizzazione dell’Asia”. Il decreto di costituzione è stato firmato il 29 giugno dal Cardinale Fernando Filoni, prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, dopo una udienza con Papa Francesco.

È chiara, dunque, la necessità di formare missionari che possano permeare l’Asia, da sempre uno dei grandi obiettivi di Papa Francesco. All’Asia ha guardato il Papa creando cardinale un vescovo del Laos e prima ancora beatificando i primi martiri del Paese. All’Asia ha guardato Papa Francesco con i suoi viaggi in Sri Lanka, Myanmar, Bangladesh, Filippine. All’Asia guarderà il prossimo novembre, quando sarà (anche se ancora non è ufficiale) tra Giappone e Tailandia.

E infatti, ha spiegato il Cardinale Filoni in una intervista all’agenzia del suo dicastero “Fides”, il nuovo seminario “potrà avere sezioni distaccate in altri luoghi o Paesi”, mentre “i candidati al sacerdozio lì formati saranno poi mandati ad accompagnare la vita e la crescita delle comunità cattoliche locali attraverso una azione di evangelizzazione itinerante”, nella quale “i presbiteri potranno essere coadiuvati da intere famiglie, formate nel Cammino Neocatecumenale, disponibili ad essere anche esse inviate”.

È la tradizione del Cammino che si sposa con le necessarie peculiarità dell’Asia. Al Sinodo sulla parola di Dio del 2012, l’arcivescovo Francis Xavier Kriengsak Kovithavanij di Bangkok (creato cardinale da Papa Francesco nel 2014) spiegò che era proprio attraverso il modello delle “piccole comunità” che le Chiese in Asia potevano resistere.

Particolare la scelta di mettere direttamente sotto un dicastero vaticano un seminario promosso da uno dei “nuovi movimenti ecclesiali”. Il Cardinale Filoni ha sottolineato che l’iniziativa è stata presa su sollecitazione del Cammino Neocatecumenale”, ma anche rivendicato una continuità nella scelta.

“Va notato – ha detto - che la nostra Congregazione già ha la responsabilità del Collegio Urbano, che accoglie a Roma 170 allievi di Asia e Africa. E vi sono nel mondo altri Seminari collegati con “Propaganda Fide”, come il Seminario dei Vicariati Apostolici in Colombia o diversi Seminari interdiocesani in diverse nazioni”.

Il nuovo collegio, ha aggiunto, “è frutto di un’iniziativa e una modalità missionaria speciali, che Papa Francesco ha incoraggiato e approvato”, e che “i futuri sacerdoti diverranno un prezioso ausilio pastorale per le Chiese locali: non appartengono infatti, a una data fraternità apostolica o a un istituto religioso ma, alla fine del loro cammino di formazione, saranno incardinati nelle diverse diocesi di destinazione, secondo le necessità e le richieste dei Vescovi asiatici”.

C’è, comunque, in questo nuovo seminario anche una nuova idea di Propaganda Fide, forse in linea con la riforma della Curia che lo dovrebbe rendere primo dicastero. Il compito è quello “di promuovere l’evangelizzazione nel mondo” nelle parole del Cardinale Filoni. Che poi sottolinea come non sia “impossibile che un domani nascano altri collegi del genere, promossi dalla Congregazione, in altri continenti”.

Macao, però, è anche un simbolo. Ricorda il Cardinale Filoni che la ex colonia portoghese “ha storicamente rappresentato la “porta” o un ponte per la missione della Chiesa in Oriente, come territorio governato dalla corona portoghese”, da dove “sono passati «straordinari missionari come Matteo Ricci, Alessandro Valignano, Francesco Saverio». E adesso Stephen Lee Bun Sang, il vescovo dell’Opus Dei attualmente a capo della diocesi macaense, su richiesta di Propaganda Fide ha dato la disponibilità a ospitare il nuovo “Collegio” Redemptoris Mater “per l’evangelizzazione dell’Asia”.

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