Una donna alla quale la Chiesa e la Polonia devono tanto, i cento anni di Wanda Półtawska

Nella Basilica di Santa Maria a Cracovia è stata celebrata la Santa Messa per i cento anni di Wanda Półtawska, collaboratrice e amica di san Giovanni Paolo II.

La messa celebrata a Cracovia
Foto: Don Daniel Luka
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Nella Basilica di Santa Maria a Cracovia è stata celebrata la Santa Messa in occasione del centesimo compleanno di Wanda Półtawska, collaboratrice e amica di san Giovanni Paolo II.

L'Eucaristia è stata presieduta dal cardinale Stanisław Dziwisz, arcivescovo emerito di Cracovia, già segretario di Papa Wojtyła. Erano presenti i familiari della festeggiata, i suoi amici e colleghi ma anche rappresentanti delle autorità statali e locali, tra cui il presidente della Camera dei Deputati (Sejm), Elżbieta Witek, e il Segretario di Stato presso la Cancelleria del Presidente della Repubblica di Polonia, Wojciech Kolarski.

Il cardinale Dziwisz ha condiviso la gioia di tutti coloro che si sono riuniti nella Basilica di Santa Maria per festeggiare, con l'Eucaristia, la dottoressa Półtawska, “una donna straordinaria alla quale la Chiesa e la Polonia devono tanto”. Il Porporato ha ricordato che la vita della giovane Wanda fu segnata dall'inferno delle prigioni e dei campi di concentramento tedeschi ma “in questo crogiolo di sofferenza e umiliazione, però, è emerso l'oro del suo amore e del suo servizio”.

L’amore e lo spirito di servizio caratterizzavano tutta la sua vita come moglie e madre, come medico e docente universitario. Il card. Dziwisz ha parlato del suo impegno “alla grande causa della difesa della vita umana fin dal suo concepimento” ed anche alla famiglia, „per preparare i giovani al progetto del bellissimo amore coniugale”.

Anche se nei tempi del regime comunista non era un compito facile. Successivamente il Cardinale ha ricordato il rapporto speciale tra Wanda e il cardinale Wojtyła di cui è diventata una fedele collaboratrice. “La loro amicizia e il loro legame spirituale – ha detto il Prelato - hanno dato vita ad un bene enorme che ha arricchito la Chiesa, non solo nella nostra Patria. Inutile dire quanto Giovanni Paolo II abbia apprezzato la rettitudine, la saggezza, l'esperienza e l'appassionato impegno della Dottoressa nelle grandi questioni dell'uomo, della famiglia e della società”. 

Il cardianle  ha sottolineato che la Messa è l’espressione di gratitudine della Chiesa e dello stesso san Giovanni Paolo II “per la testimonianza del Vangelo data dalla Dottoressa” e ha finito l’omelia citando il Salmo: Che cosa renderò al Signore per tutti i benefici che mi ha fatto? Alzerò il calice della salvezza e invocherò il nome del Signore” (Sal 116,12-13). 

Nell’Eucaristia si è ricordato anche il defunto professor Andrzej Półtawski, fedele compagno di vita di Wanda, morto l’anno scorso.

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