Una GMG per i giovani delle regioni arabe: la proposta dei vescovi

Dal 17 al 20 febbraio, la Conferenza Episcopale delle Regioni Arabe ha tenuto la sua 70esima riunione a Roma. La GMG speciale si dovrebbe tenere in Libano il prossimo anno

Una immagine della plenaria della Conferenza Episcopale dei Vescovi delle Regioni Arabe. I vescovi posano qui con il Cardinale Ayuso Guixot, presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso
Foto: Patriarcato Latino di Geerusalemme
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Una Giornata Mondiale della Gioventù per i giovani delle Regioni Arabe, una sorta di nuova “primavera araba” senza lo scopo del sommovimento politico, ma con l’obiettivo di dare speranza: è questa la proposta dei vescovi della Conferenza Episcopale delle Regioni Arabe, che si sono riuniti a Roma dal 17 al 20 febbraio.

La Conferenza che raggruppa i vescovi delle regioni arabe include territori che vanno dalla Terrasanta all’Arabia, dal Nord Africa al Medio Oriente. Molte le sfide da affrontare, e molti i temi discussi, ma la proposta più forte è proprio quella della GMG speciale.

La giornata si chiamerebbe GMGRA e dovrebbe aver luogo in Libano, dove tra l’altro è stata fissata la prossima riunione della Conferenza episcopale.

La plenaria del 17 – 20 febbraio è servita ai vescovi delle regioni arabe per “fare il punto” della situazione nei loro Paesi, ma anche per ascoltare il Cardinale Michael Czerny, sottosegretario della Sezione migranti e rifugiati del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, il quale ha discusso dell’esortazione apostolica post-sinodale Querida Amazonia. Vale la pena ricordare che il cardinale Czerny è stato segretario speciale del Sinodo.

L’arcivescovo Pierbattista Pizzaballa, amministratore apostolico sede vacante del Patriarcato Latino di Gerusalemme, ha svolto una analisi delle linee guida per la concreta applicazione del motu proprio “Vos estis lux mundi”, mentre il Cardinale Miguel Angel Ayuso Guixot, presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, ha presentato il “Documento sulla fraternità umana” firmato ad Abu Dhabi. Lo stesso cardinale Ayuso è presidente della commissione per l’implementazione della dichiarazione di Abu Dhabi.

Tra i temi della plenaria, anche la traduzione in arabo dei testi liturgici, mentre si è esplorata la relazione tra sacerdoti ordinari, diocesani e religiosi in una conversazione con il Cardinale Beniamino Stella, prefetto della Congregazione per il Clero, e l’arcivescovo José Rodriguez Carballo, numero due della Congregazione dei Religiosi.

Anche la questione della sinodalità è stata esplorata, con una relazione del Cardinale Lorenzo Baldisseri, segretario generale del Sinodo, su “la Sinodalità nella prassi della Chiesa”. Il Cardinale ha in particolare esortato a “superare ogni forma di individualismo e autoritarismo clericale in favore di una collaborazione più intima ed efficace ad ogni livello, dalla parrocchia alla diocesi”.

L’arcivescovo Paul Richard Gallagher, segretario vaticano per i rapporti con gli Stati, ha invece messo in luce le dinamiche diplomatiche della Santa Sede in relazione ad agli altri Stati.

Altri temi di discussione sono stati il Congresso Eucaristico Internazionale di Budapest, il “global compact” sull’educazione che sarà lanciato il prossimo maggio;, la proposta dell’episcopato polacco di includere Giovanni Paolo II tra i dottori della Chiesa.

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