Una nuova centrale operativa per la Guardia Svizzera. Il grazie del Papa

Papa Francesco incontra i benefattori della Guardia Svizzera Pontificia, Sala del Concistoro, 25 settembre 2017
Foto: L'Osservatore Romano / ACI Group
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La presenza “discreta, professionale e generosa” delle Guardie Svizzere è “tanto apprezzata e utile per il buon andamento delle attività del Vaticano”. Lo dice Papa Francesco, incontrando in udienza i benefattori della Fondazione Guardia Svizzera Pontificia, in occasione dell’inaugurazione ufficiale della nuova sede della Centrale Operativa.

La Fondazione Guardia Svizzera Pontificia è presieduta da Pascal Couchepin. Nata nel 2000, poco prima del 500esimo Giubileo della Guardia, la Fondazione ha lo scopo di aiutare le giovani guardie, in particolare per favorire il loro reclutamento in Svizzera e per rendere più facile il loro rientro in patria.

Per questo, la Fondazione, con un budget annuale di circa 200 mila franchi svizzeri, contribuisce a promuovere la formazione a Roma delle guardie, le aiuta a mantenere le promozioni sociali, dà un contributo per le lezioni italiane e un contributo per rinnovare l’equipaggiamento, e fa pubblicità alla guardia.

Consigliere della Fondazione è Jean-Pierre Roth, un banchiere elvetico che è anche presidente della Fondazione per il Rinnovo della Caserma della Guardia svizzera pontificia, creata il 31 agosto del 2016, che sarà sciolta al termine dei lavori.

L’inaugurazione della nuova centrale operativa, ricorda il Papa, avviene nel giorno in cui si celebra San Nicola di Flue, patrono della Guardia di cui ricorre il Sesto Centenario della nascita.

Il Papa ringrazia le due fondazioni per la sollecitudine nei confronti della Guardia Svizzera e per la “proficua cooperazione” che le Fondazioni hanno instaurato con il Comando e con le competenti autorità vaticane, un lavoro – dice Papa Francesco – che “esprime lo spirito comunitario e solidale tipico della presenza dei cattolici nella società” che trova “la sua radice nel richiamo evangelico dell’amore al prossimo” e favorisce “il superamento delle differenze e delle tensioni sociali tra i diversi gruppi”.

Papa Francesco specifica che “l’amore al prossimo corrisponde al mandato e all’esempio di Cristo se si fonda attraverso un vero amore verso Dio”, perché così “è possibile per il cristiano, attraverso la sua dedizione, far sperimentare agli altri la tenerezza provvidente del Padre Celeste”.

Insomma, ci vogliono solidi riferimenti spirituali, l’amore ai fratelli va attinto dalla “fornace della carità divina, mediante la preghiera, l’ascolto della parola di Dio e il nutrimento della Santa Eucarestia”.

Il Papa ringrazia quindi le fondazioni per l’aiuto dato ai giovani svizzeri e ringrazia anche il lavoro svolto dalla Guardia. 

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