Usura, la CEI: fenomeno sommerso e non denunciato

Messaggio del Segretario Generale della CEI inviato al convegno promosso dalla Consulta Nazionale Antiusura

Monsignor Stefano Russo, Segretario Generale della CEI
Foto: Daniel Ibanez CNA
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Ci rendiamo conto che, per far fronte alla situazione generata dal Covid, occorrono interventi a vasto raggio, trattandosi di un’emergenza sanitaria che ha innescato, a sua volta, un’emergenza economica e sociale, con pesanti ricadute sulle persone, sulle famiglie, sulle imprese. Le stesse relazioni interpersonali ne soffrono, segnate da comprensibili timori di contagio”.  E’ quanto scrive Monsignor Stefano Russo, Segretario Generale della CEI, nel messaggio inviato al convegno promosso dalla Consulta Nazionale Antiusura che si svolge a Roma.

“Le difficoltà socio-economiche – prosegue il Vescovo - avranno un forte impatto sulla vita delle persone. Diversi osservatori prevedono conseguenze drammatiche per le famiglie. Quanti stanno già ricorrendo a prestiti usurai che alimentano le mafie e la corruzione nel Paese? Sappiamo che l’usura è un fenomeno le cui dimensioni non sono quantificabili a causa dell’ampiezza della domanda e dell’offerta. È un fenomeno ancora sommerso con pochissime denunce in tutta Italia”.

“Il problema dell’usura – rileva Monsignor Russo - è alquanto complesso e richiede una presa di coscienza attenta e consapevole. Soprattutto da chi ha responsabilità perché si eviti che chi versa in difficoltà sia costretto a rivolgersi a usurai senza scrupoli. In questo quadro, possiamo immaginare una reazione corale, virtuosa ed efficace? Occorre rilevare che, pur nella drammaticità di ciò che stiamo vivendo, possiamo cogliere qualche opportunità per il nostro futuro. Si tratta, per esempio, di migliorare la predisposizione ad affrontare situazioni imprevedibili e inattese come quella presente; di rimodellare i sistemi economici con una rafforzata sostenibilità ambientale; di intraprendere scelte politiche nella direzione di una vera giustizia sociale; di costruire relazioni internazionali fondate sulla cooperazione e la pace; di investire sull’istruzione e la ricerca; di scommettere maggiormente sui legami interpersonali e sulla edificazione di società più giuste, aperte, attente a ogni dimensione dell’essere umano, compresa quella religiosa e spirituale. In questo può essere essenziale stringere alleanze e reti collaborative tra Istituzioni e Organismi, impegnati su obiettivi comuni”.

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