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Verso il Papa in Mongolia, davanti la Madre del Cielo

Briefing alla vigilia del viaggio di Papa Francesco in Mongolia. La Regina del Cielo è una piccola statua che fu trovata nella spazzatura. Con lei fu consacrata la Mongolia a Maria

Madre del Cielo | La Madre del Cielo, la statuetta della Madonna trovata in una discarica e ora nella cattedrale di Ulaanbatar | Video Fides Madre del Cielo | La Madre del Cielo, la statuetta della Madonna trovata in una discarica e ora nella cattedrale di Ulaanbatar | Video Fides

Ci sarà anche un saluto di Papa Francesco alla donna che ha trovato una piccola statua della Madonna in una discarica a Darhan. È successo una decina di anni fa, nel Nord della Mongolia, in un luogo dove i cattolici sono pochissimi. E infatti non la riconosce. La porta in casa, e poi resta lì. Fino allo scorso anno, quando la storia viene raccontata al Cardinale Giorgio Marengo, prefetto apostolico di Ulaanatar, che la porta nella capitale, la intronizza nella cattedrale dei Santi Pietro e Paolo, e l’8 dicembre 2022 consacra la Mongolia a Maria proprio davanti alla statua della discarica, coperta con piccoli pezzi di stoffa inviati alla Prefettura Apostolica dai fedeli mongoli e dai missionari. Il Papa ha deciso poi che il titolo di quella piccola statua è “Madre del Cielo”.

Anche la Messa del Papa sarà intorno a questa “Madre del Cielo”, la Madonna degli scartati. E, alla fine del viaggio, Papa Francesco benedirà anche una opera di misericordia, la Casa della Misericordia. È l’ultimo atto del viaggio. La Casa, su tre piani e un seminterrato, era un edificio delle Suore Ospedaliere di San Paolo di Chartres, ed è un luogo di accoglienza per i senza fissa dimora, dotato anche di una clinica, chiamato anche ad essere punto di riferimento per i migranti che verranno in città.

Sono due degli eventi principali del viaggio di Papa Francesco in Mongolia, dal 31 agosto al 4 settembre, delineati nel consueto briefing pre-viaggio da Matteo Bruni, direttore della Sala Stampa della Santa Sede. Due giorni di viaggio, uno di riposo, due giorni e qualche ore effettive di incontri, per quello che è il 43esimo viaggio internazionale di Papa Francesco. La Mongolia la 61esima nazione toccata dal Papa in dieci anni di Pontificato, ed è la prima volta che un Papa la visita (c’era un progetto di una visita di Giovanni Paolo II nel 2002, che poi cadde per le condizioni di salute del Papa).

Sarà un viaggio in qualche modo diverso. Non ci sono gesuiti, e dunque non ci sarà il tradizionale incontro del Papa con i gesuiti locali. Il Papa incontrerà i missionari, ma non ci saranno incontri con altre congregazioni religiose in particolare.

Papa Francsco si rivolgerà in particolare al piccolo gregge ci cattolici locali, ma ci sarà anche un incontro interreligioso. Vi parteciperanno i buddhisti tibetani, i membri della Chiesa avventista del Settimo Giorno, i musulmani, i seguaci dello sciamanesino, i Baha’i, gli shintoisti, gli induisti. E non si sa se i buddhisti porteranno in delegazione la decima reincarnazione Khalkha Jetsun Dhampa Rinpoche, un bambino di 8 anni riconosciuto quest’anno dal Dalai Lama. Matteo Bruni sottolinea che non si sa ancora se questi sarà nella delegazione, e che comunque non ci sono preclusioni. Certo, potrebbe creare qualche problema con la Cina, che rivendica anche dei diritti sul riconoscimento delle reincarnazioni.

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C’è molta attesa anche per il telegramma che il Papa invierà alla Cina, ultimo paese sorvolato nel viaggio di andata dopo che il volo papale passerà per Italia, Croazia, Bosnia Erzegovina, Serbia Montenegro, Bulgaria, Turchia, Georgia, Azerbaijan, Kazakhstan. Stesso percorso nel volo di ritorno, con altro telegramma tutto da attendere.

Bruni sottolinea che Papa Francesco va a parlare ad un popolo per cui “la religione tradizionale non è stata di ostacolo per lo sviluppo di altre fedi”, e in un “Paese rinato”, con un “popolo pacifico con vocazione per multilateralismo e la ricerca della pace”. Ma parlerà anche a “un popolo nomade, abituati a steppa, punteggiate dalle ger, le case itineranti, in spazi che predispongono all’esperienza spirituale”.

C’è da aspettarsi qualche riferimento all’ambiente nei discorsi del Papa, considerando che dopo anni di sfruttamento minerario del suolo la Mongolia sta cercando di preservare l’ambiente attraverso la gestione attenta del territorio.

Tutti i discorsi del Papa saranno in italiano, e il programma prevede un primo giorno di saluto alle autorità e incontro con i missionari, un secondo di incontro ecumenico e Messa, e poi la visita alla Casa della Misericordia l’ultimo giorno, appena prima della partenza. Ci saranno pellegrini anche da Cina, Russia, Kazakhstan, ed è prevista anche una delegazione della chiesa di Hong Kong.