Verso l’Incontro Mondiale delle Famiglie. “La famiglia parte del piano di Dio”

La Societas Theologicae Ecclesiae ha organizzato lo scorso 10 giugno un simposio sul tema della famiglia. Dalla famiglia come piano di Dio agli attacchi contro la famiglia, ecco di cosa si è parlato

Un momento del simposio sulla famiglia a Roma, all'Augustinianum, il 10 giugno
Foto: Daniel Ibanez / ACI Group
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La famiglia è “piano di Dio”, garantisce “il futuro della socieà”, e viene sempre più attaccata a livello internazionale. La Societas Theologiae Ecclesiasticae, che fa riferimento alla Fondazione tedesca per le Virtù Cristiana, ha organizzato lo scorso 10 giugno un simposio a Roma su “Famiglia: nucleo della società e della Chiesa su piccola scala”. In vista dell’Incontro Mondiale per le Famiglie, il simposio aveva lo scopo di definire il concetto di famiglia secondo la visione cristiana, dipanandone il concetto in da diverse sfaccettature.

Stephan Kampowski, professore del Pontificio Istituto Teologico Giovanni Paolo II per gli Studi sul matrimonio e la famiglia, ha parlato della famiglia dal punto di vista antropologico. Kampowski ha detto che l’esperienza della famiglia è “così fortemente radicata nell’umanità che bisogna chiedersi come sia possibile che una realtà così fondamentale in molte società oggi non sia più percepita nella sua essenza e che le legislazioni e la giurisprudenza arrivano a dare il nome di famiglia ad altri tipi di relazioni che non hanno nulla a che fare con il matrimonio e la famiglia secondo l’idea tradizionale”.

In particolare, Kampowski ha sottolineato come, dopo la rivoluzione sessuale, ci sia stata una sostanziale separazione tra “sessualità e fertilità”, includendo così anche dei tipi di unione “sterile” come quella omosessuale. Ma, ha aggiunto, secondo il progetto di Dio può “esistere solo quella famiglia che garantisce il futuro della società e della Chiesa, e può essercene una sola: quella che, per sua struttura e per sua stessa natura, si pone interamente a servizio della vita”.

Hanna-Barbara Gerl-Falkoviz, filosofa delle religioni, ha invece tenuto un discorso dal titolo: “Fortunatamente diversi: uomo – donna – bambino”. Secondo la filosofa, l’uomo “diventa uomo e padre solo attraverso la donna”, e la donna “diventà donna e madre solo attraverso l’uomo”. La durata nel tempo di questa relazione “significa lealtà, e lealtà significa esclusività.

"La donna non si distacca dall'uno integra – ha detto Gerl-Falkovitz - è dissolta. È divinamente fornita all'uomo, è l'ultimo dono della potenza divina a lui come lui a sua volta lo è a lei; la soluzione di entrambi, il portare insieme di entrambi è l'evento ultimo della creazione, è l'azione di un dio, l'azione di un'origine che non conosce 'anche meglio'.”

Parlando del futuro della famiglia in Europa, la giornalista Birgit Kelle ha invece messo in luce come i governi tentino di minare il concetto stesso di famiglia, in particolare con le campagne LBGTI, la promozione dei cosiddetti diritti dei bambini e i tentativi di trasferire alcune competenze educative allo Stato, come succede sempre più spesso con mozioni all’interno dell’Unione Europea.

Ha detto Kelle: "Diritti sessuali. Diritti dei bambini. Diritti delle donne. Diritti riproduttivi. Tutti hanno in comune ciò che già sentiamo nelle politiche identitarie esuberanti di oggi: sebbene si parli di diversità individuale, questa si realizza in modo strano solo appartenendo alla presunta gruppo giusto. Il gruppo dei ‘vecchi bianchi’ è il perdente dell'ora. Quelli con preferenze sessuali esotiche, d'altra parte, sono i vincitori dello zeitgeist. Devi appartenere di nuovo al gruppo giusto per poter giocare a in alto. Alcuni sono solo uguali tra uguali. "

Kelle ha anche notato che la famiglia è “ignorata dalla politica”, un atteggiamento secondo lei parte di un “programma di sradicamento” in cui viene annacquato il diritto di discendenza e il bambino viene degradato a “oggetto acquistabile.

Birgit Kelle ha affermato che “il sostegno del nucleo familiare tradizionale non deve essere ristabilito, deve solo essere ricordato nei termini del suo valore. Non come un modo per preservare il vecchio, ma per preservare il nuovo. Perché anche la modernità non durerà se manteniamo infranti i suoi pilastri demografici e finanziari. E questa è e rimane la famiglia".

L’ultimo intervento al simposio è stato quello del vescovo Wolfgang Ipolt di Görlitz, che ha parlato di come la pastorale della famiglia sia “parte del mandato pastorale di ogni operatore di Chiesa”, e che i sacerdoti hanno proprio il compito di “incoraggiare e responsabilizzare le famiglie - coniugi e figli - a vivere la loro fede ea praticarla in famiglia".

Per il vescovo Ipolt, oggi c’è “urgente bisogno di una nuova valorizzazione” sia della vocazione familiare che di quella sacerdotale, e la Chiesa, “come ci mostrano alcuni dibattiti sul 'Cammino sinodale' in Germania - deve imparare ancora a non sperperare questo prezioso tesoro, ma ad utilizzarlo fiducioso nel suo annuncio e per offrire la cura pastorale”.

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