Voci dalla Bolivia

Fedeli in attesa della messa a Santa Cruz
Foto: Alan Holdren/CNA
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“Mi ha colpito molto quanto bene conosca il Paese il Papa e che abbia riconfermato con chiarezza la opzione preferenziale per i poveri della Chiesa”. Juan Cristobal Soruco è un giornalista boliviano cattolico, direttore de “ Los Tiempo”.

Alan Holdren che segue il Papa per il Gruppo ACI e per EWTN ha raccolto le sue prime reazioni all’arrivo del Papa in Bolivia.

“El Alto è una città giovane, di migranti, la prima tappa di migrazione per coloro che poi cercano di andare a La Paz. E’ un processo di 50-60 anni, sono portatori di una cultura molto forte è sono stati i più abbandonati ma c’è un progresso in corso”. In tutto ciò il ruolo della Chiesa è molto importante in primo luogo per la formazione e per la presa di coscienza dei diritti degli indios”,  inoltre ha sempre spinto i governi ad ampliare i servizi educativi e sanitari. “ Il motore dello sviluppo politico di molto della gente di qui, ha origine proprio nella Chiesa. Gente che poi ha preso altre strade. Credo - spiega il giornalista- che almeno 4 o 5 ministri siano stati formati originariamente dalla Chiesa.”

C’è poi una forte emigrazione verso altri paesi latinoamericani, come verso l’ Argentina,  “quando Bergolgio era arcivescovo andava spesso alle “villas miseria” di Buenos Aires.

Certo ora la emozione di avere il Papa qui tra noi è straordinaria e si vede dalle immagini, non ci dimenticheremo di questa visita e di questo messaggio di inclusione, di giustizia e allo stesso tempo di riconciliazione di cui abbiamo tanto bisogno nel paese.”

Un messaggio che viene da un latino americano, da un argentino “ che ha sempre avuto relazioni con la Bolivia. Quando era gesuita venne molte volte a Cochabamba e La Paz per incontrarsi con i suoi confratelli del Perù, Bolivia, Argentina e Chile. Avevano molti incontri compreso uno con il famoso padre Arrupe. Ci sono foto del tempo con tutti questi gruppi.”

Ovviamente le aspettative sono alte, come spiega Soruco, oltre la emozione, c’è anche una identificazione con il messaggio del Papa “ sia per i temi interni che per l’analisi internazionale. E credo che effettivamente se non ci sarà un cambio di cultura nella nostra vita non si riescono a risolvere i problemi. E la enciclica Laudato sì è straordinaria soprattutto interpella noi in America Latina”.

Ci sono persone che arrivano da ogni parte della nazione e c’è anche chi lavora come volontario per i grandi incontri proprio come aveva fatto 27 anni fa quando a Santa Cruz arrivò Giovanni Paolo II. Mario Terceros Herrera è entusiasta di poter vivere questa doppia emozion. “ Il Papa ci insegna di usare sempre il dialogo per risolvere i conflitti. Anche quando si parla di divorzio che in Bolivia- dice- è un tema sociale molto ricorrente”, in Bolivia quasi due terzi dei matrimoni finisce in un divorzio, dice Mario, ed è importante lavorare su questo. E “come dice il Papa la famiglia è davvero il pilastro della società e non solo per una questione ideologica, ma perché deve affrontare moltissimi problemi. La morale familiare è una base molto importante, e spero che il rafforzamento della famiglia sia una delle buone conseguenze del viaggio.”

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