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“Women’s Cry” una mostra racconta con le foto la voce delle donne

A Piazza San Pietro 26 foto di donne di ogni parte del mondo
 | “Women’s Cry”
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"Le immagini che compongono la mostra “Il grido delle donne” hanno la forza, il potere di costringerci a fermarci, a vedere". Paolo Ruffini prefetto del dicastero per la comunicazione vaticana ha presentato così alla stampa la mostra fotografica che fino al 29 maggio sarà allestita nel colonnato sinistro di san Pietro. Foto che "interrogano. Non offrono risposte. Ma ci mettono davanti alla nostra cecità. Lacerano la corazza di ipocrisia che ci avvolge. Ci lasciano senza parole, ma cambiati. Davvero fratelli e sorelle tutti. Capaci di vedere con il cuore" ha detto Ruffini.

Ad organizzare la mostra è l’Unione Mondiale delle Organizzazioni Femminili Cattoliche (UMOFC) attraverso il suo Osservatorio Mondiale delle Donne, con il Dicastero per la Comunicazione del Vaticano e l’idea e direzione artistica di Lia e Marianna Beltrami, il sostegno dell’agenzia Handshake ha reso possibile questa esposizione.

26 foto di 8 fotografi. Neșe Ari, Sebastiano Rossitto, Asaf Ud Daula, Luca Catalano Gonzaga, Vassilis Ikoutas, Ferran Paredes Rubio, Giuseppe Caridi, Caterina Borgato, Silvia Tenenti, con le loro foto incrociano gli sguardi di donne, ragazze, bambine, anziane di ogni parte del mondo.  Le immagini della mostra sono accompagnate da alcune frasi dell’Enciclica Fratelli Tutti, di Papa Francesco, un’aspirazione mondiale alla fraternità e all’amicizia sociale al di là di ogni confine.

Maria Lia Zervino  presentando la mostra ha posto una domanda: "Forse si potrebbe dire che Gesù ha avuto una certa predilezione per le donne, non solo per sua Mamma, ma anche per la Samaritana, la peccatrice, la vedova di Naim, Maria Maddalena.... Allora, com’è possibile che tante donne nel mondo di oggi sperimentino che la Chiesa non le ama, non sta dalla loro parte come ha fatto Gesù?" .

Women’s Cry è parte della campagna sociale internazionale “Emotions to Generate Change“, il luogo-non-luogo dove l’arte tocca le emozioni più profonde e spinge ad un cambiamento personale e sociale.

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Le prossime tappe della mostra toccheranno le città di Cannes, Venezia e New York.  L’esposizione è prevista anche in Ruanda.

Grazie al contributo del Servizio Valorizzazione Ambientale della Provincia Autonoma di Trento, le opere saranno esposte su supporti in legno recuperato dalla disastrosa tempesta Vaia, avvenuta nel 2018 in Triveneto e che vide la caduta di milioni di alberi.