Ultime Notizie: Motu proprio Traditionis Custodes

Vetus Ordo / Wikipedia

Il chiarimento di Papa Francesco sul Motu proprio Traditionis custodes

Giro di vite da parte del Papa pere due punti non abbastanza chiari del motu propio Traditionis custodes del luglio del 2021. 

La Voie Romane

Le madri di sacerdoti che chiedono di poter celebrare con Vetus Ordo a Roma dal Papa

“Ho scoperto il rito tridentino circa 30 anni fa anni grazie ai Domenicani dello Spirito Santo e Sono stata toccata dalla sacralità liturgica che non avevo mai conosciuto fino ad allora. I sacerdoti così come i fedeli che abbiamo conosciuto sono stati un grande supporto per la crescita spirituale di tutta la nostra famiglia”. 

Archivio CNA

Traditionis Custodes, ecco le risposte ai dubia

Il Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, l’Arcivescovo Arthur Roche, ha reso note le risposte ai dubia sollevati da alcuni vescovi circa l’applicazione del Motu proprio Traditionis Custodes che restringe di fatto l’utilizzo del Summorum Pontificum promulgato da Papa Benedetto XVI.

Daniel Ibanez CNA

Tradiotinis Custodes, le riserve del Cardinale Müller

Le disposizioni contenute nel motu proprio “Traditionis Custodes sono di natura disciplinare, non dogmatica e possono essere nuovamente modificate da qualsiasi Papa futuro”. Lo sottolinea il Cardinale Gerhard Ludwig Müller, Prefetto emerito della Congregazione per la Dottrina della Fede, in un editoriale pubblicato da The Catholic Thing, commentando la pubblicazione del motu proprio Traditionis Custodes con cui Papa Francesco di fatto modifica il Summorum Pontificum di Benedetto XVI.

Daniel Ibanez CNA

Summorum Pontificum, Papa Francesco impone la stretta

 “Per promuovere la concordia e l’unità della Chiesa, con paterna sollecitudine verso coloro che in alcune regioni aderirono alle forme liturgiche antecedenti alla riforma voluta dal Concilio Vaticano II, i miei Venerati Predecessori, san Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, hanno concesso e regolato la facoltà di utilizzare il Messale Romano edito da san Giovanni XXIII nell’anno 1962” facilitando “la comunione ecclesiale a quei cattolici che si sentono vincolati ad alcune precedenti forme liturgiche» e non ad altri”. Così Papa Francesco nel Motu proprio Traditionis Custodes con cui riforma il Motu proprio Summorum Pontificum di Benedetto XVI.