Misericordiae vultus, un invito alla Confessione sacramentale

Il cardinale Mauro Piacenza Penitenziere maggiore
Foto: CNA
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Misericordiae vultus è il titolo della Bolla di Indizione del Giubileo della miseiricordia. Ormai un teso che dovrebbe essere conosciuto. Ma forse non tutte le implicazioni del tema così come lo ha pensato Papa Francesco sono conosciute. Ad esempio il tema necessario e vitale della Confessione sacramentale.

Anche per questo la Penitenzieria Apostolica guidata dal cardinale Penitenziere Maggiore Mauro Piacenza ha promosso, la scorsa settimana, due giorni di studio per leggere a fondo il testo, come spiega il porporato:

“Noi volevamo anzitutto prendere la bolla del Papa e scannerizzarla, prendere gli articoli  centrale, per mettere insieme alla parte teoretica anche qualche “pagina illustrata”. Soprattutto quando il Papa cita le opere di misericordia abbiamo voluto sottolineare quelle corporali e quelle spirituali he sono da rilanciare al massimo. Il risultato è stato una carrellata sinfonica con tutti gli elementi per andare a fondo nel documento che rivela il pensiero del Papa sul Giubileo, perché è ovvio che nella Bolla di indizione ci sia tutto quello che il Papa ritiene sia importante. Quindi un gesto ecclesiale costruttivo leggendo tutte le parti e descrivendole, mettendo al centro la Confessione perché è chiaro che la misericordia di Dio sfocia sempre nella Confessione sacramentale, perché il frutto è la conversione”.

Si vede crescere la attenzione alla Confessione durante il Giubileo ?

“Un po’ si. In un primo momento non tanto, ma piano piano mi pare di si. Ormai se ne è parlato molto, il tema è stato amplificato e ripetuto e richiamato e così mi pare che ci sia un rinnovato interesse ed incremento”.

Un modo per riflettere sulla pratica della misericordia?

“Si, sulle opere nel concreto. Perché è ovvio che le opere di misericordia spirituale e corporale si integrano: le opere di misericordia corporale hanno alle spalle quelle spirituali che si devono tradurre in fatti.

La nostra attenzione è quella di far crescere nei sacerdoti il convincimento che la Confessione è sacramento centrale insieme all’ Eucaristia, e da lì è un continuo rinnovarsi, perché la vita cristiana se non si rinnova stagna e poi non profuma più! Quindi entusiasmo e vitalità vengono rinnovati dal sacramento della Confessione.

Allora bisogna da una parte riaccendere l’entusiasmo per non cadere in un certo fatalismo, perché si confessano poche persone, ma anche perché i sacerdoti si pongano sempre di più a servizio, cona disponibilità di orari per andare incontro alle diverse esigenze. Certo questo comporta per ogni sacerdote una certa rivoluzione della propria vita, ma devono farlo. Ad esempio molti giovani sono affascinati dalla adorazione notturna, allora occorre aprire le chiese di notte e dove si può fare cerchiamo di farlo. E così anche per la Confessione, nei diversi luoghi.

E da parte dei fedeli dobbiamo far crescere la nostalgia dell’incontro con Dio e spiegare che l’incontro più reale con il Signore si ha nella Confessione e poi l’estuario è l’ Eucaristia”.

Nella sua prolusione il Penitenziere maggiore, dopo un introduzione teologica, ha sottolineato che “primariamente, la vita della Chiesa si sviluppa per un atto sempre nuovo della misericordia di Cristo che, attraverso il ministero ecclesiale, consacra il battezzato e gli comunica la propria stessa vita. In secondo luogo, tale principio della Chiesa, non consiste in un “inizio cronologico”, da lasciarsi poi alle spalle, ma in un “principio ontologico”: esso costituisce così l’unica, sempre necessaria e nuova “origine della vita” della Chiesa, che è sostenuta e guidata dalla grazia di Cristo, accolta nell’ascolto dell’insegnamento Apostolico e nella preghiera, nutrita e perfezionata dalla Santissima Eucaristia - “Sacramentum Caritatis” - restaurata e rinvigorita dalla Riconciliazione sacramentale”.

Tra i relatori del convegno oltre a monsignor Krzysztof Nykiel, Reggente della Penitenzieria Apostolica, Bruna Costacurta, della Pontificia Università Gregoriana, Dom Francesco De Feo, O.S.B del Pontificio Istituto Sant’Anselmo, Padre José Granados, della Pontificia Università Lateranense,  Padre Antonio Sicari, O.C.D. Del Pontificio Istituto di Spiritualità Teresianum, Massimo Introvigne, Ernesto Olivero, Salvatore Martinez, Rinnovamento nello Spirito Santo e Padre Serge-Thomas Bonino, O.P della Pontificia Università San Tommaso.