Carpi, 11 January, 2026 / 10:00 AM
Celebriamo in questa domenica la solennità del Battesimo di Gesù. La Liturgia ci conduce sulle rive del fiume Giordano, dove non siamo invitati a contemplare uno dei tanti episodi della vita di Cristo, ma a essere testimoni di una delle grandi manifestazioni del Signore. Per questo la festa odierna è intimamente legata all’Epifania, che abbiamo appena celebrato e, allo stesso tempo, ci prepara ad accogliere il Vangelo che ascolteremo domenica prossima, quando Giovanni Battista indicherà Gesù come l’Agnello di Dio (Gv 1,29-34). Epifania, Battesimo del Signore e testimonianza del Battista non sono eventi isolati, ma tappe successive di un unico cammino: annunciano che Dio è venuto sulla terra e ha vissuto con gli uomini per portare loro il dono della salvezza.
Il Vangelo di oggi, dunque, ci presenta Gesù che si reca al Giordano e si mette in fila con i peccatori. Scende nelle acque come se fosse uno di noi. Con questo gesto si fa solidale con l’umanità segnata dal peccato. Entrando nell’acqua prende su di sè ciò che non gli appartiene e anticipa l’immersione nella sua morte. Uscendo da quelle acque, prefigura la gloria della resurrezione. Sarà, infatti, in virtù del mistero Pasquale che l’umanità sarà risanata dal male antico del peccato e le verrà offerta la possibilità, a chi accoglie Cristo, di tornare a vivere. E’ la richiesta che facciamo nella preghiera iniziale della Santa Messa quando chiediamo al Padre di essere interiormente rinnovati a immagine del suo Figlio.
Questo gesto di profonda umiltà suscita lo stupore di Giovanni Battista, che esclama: «Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te». Gesù, però, accetta di essere annoverato tra i peccatori, per potere condividere in tutto la nostra condizione e renderci partecipi della sua stessa vita divina. E come avviene sempre nella vita di Cristo, è proprio nel momento di maggiore abbassamento che avviene la Sua più grande esaltazione. Quando Gesù esce dall’acqua, il cielo, chiuso a causa dal peccato dell’uomo, si riapre e Dio torna a rivelarsi all’umanità. Lo Spirito Santo discende su di Lui in forma di colomba e la voce del Padre risuona dal cielo: «Questi è il Figlio mio, l’amato, in lui ho posto il mio compiacimento».
In questo momento non viene rivelata soltanto la vera identità di Gesù come Figlio di Dio, ma si manifesta in modo chiaro e solenne il mistero della Santissima Trinità. Dio non è una solitudine, ma una comunione di persone: il Padre che genera, il Figlio che si dona, lo Spirito che unisce. Tutte e tre le divine Persone sono impegnate in nostro favore per favorire la nostra rinascita spirituale e permetterci di riscoprire la ragione vera della nostra esistenza: siamo stati voluti per diventare in Cristo, figli di Dio. Seguendo Cristo, il Figlio amato, impariamo a vivere da figli di Dio perchè in Lui abbiamo davanti agli occhi l’esempio da seguire. Lo ha ricordato Papa Leone XIV ai seminaristi durante il loro giubileo (giugno 2025): Come Cristo ha amato con cuore di uomo, voi siete chiamati ad amare con il cuore di Cristo.
Questa è la strada che ci è posta davanti: non una vetta da scalare, ma un cuore da ricevere. E’ il cuore stesso di Cristo, che siamo chiamati ad accogliere coltivando con Lui un’amicizia vera, sincera e profonda. In questa relazione apprendiamo che non siamo il risultato di forze cieche o di combinazioni casuali, né il frutto del caos o di un’evoluzione priva di senso. La nostra vita nasce, invece, da uno sguardo d’amore che viene da Dio. Lui ci pensati, Lui ci ha voluti, Lui ci custodisce e ci accompagna lungo il cammino della nostra storia. È un mistero che ci supera e allo stesso tempo ci coinvolge profondamente, perchè sentirsi scelti e amati è una delle esperienze umane più gioiose e liberanti che una persona possa vivere. E’ ciò che ci restituisce la verità più profonda della vita.
Le Migliori Notizie Cattoliche - direttamente nella vostra casella di posta elettronica
Iscrivetevi alla newsletter gratuita di ACI Stampa.
La nostra missione è la verità. Unisciti a noi!
La vostra donazione mensile aiuterà il nostro team a continuare a riportare la verità, con correttezza, integrità e fedeltà a Gesù Cristo e alla sua Chiesa.
Donazione a CNA