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Un servizio di EWTN News

Anche oggi il Signore bussa alla porta della nostra vita. III Domenica del Tempo Ordinario

Gesù, dopo che il cugino Giovanni fu arrestato, lascia Nazareth e si trasferisce a Cafarnao, una città affacciata sulle sulle rive del lago di Tiberiade. Non si tratta di un semplice trasferimento geografico, ma una scelta carica di significato. Cafarnao era una città cosmopolita, abitata non solo da ebrei ma anche da pagani. Con questo questo gesto Gesù afferma chiaramente che la parola che Egli annuncia non è destinata a pochi o riservata al solo popolo d’Israele, ma è per tutti. Egli è la Luce che viene ad illuminare il mistero di Dio e il mistero dell’uomo, perchè tramite Lui noi veniamo a sapere che Dio è Padre misericordioso e che il fine ed il senso della nostra esistenza è la comunione con Lui, nella vita presente e un domani nella vita eterna .

Per accogliere la novità che è entrata nel mondo con Cristo è necessaria la conversione: Convertitevi, perché il regno di Dio è vicino. In queste parole è racchiuso l’intero messaggio di Gesù. Esse contengono insieme un appello ed un annuncio. Nell’appello - Convertitevi – il Signore chiama a un cambiamento reale della vita: a smettere di voltare le spalle a Dio, illudendosi di trovare lontano da Lui la felicità e la salvezza, per tornare a volgere la faccia, lo sguardo, il cuore a Lui.

La richiesta della conversione è motiva dal fatto che il regno dei cieli è vicino. L’espressione che Gesù utilizza serve per indicare Dio stesso, che inviando il suo unico Figlio, manifesta il  suo e la sua benevolenza verso l’umanità. Dio, in Cristo, è divenuto così prossimo all’uomo da entrare nella sua storia, fino a far risuonare la sua voce nelle piazze e nelle strade degli uomini. Dio, non è, più un’entità vaga o lontana, ma un “avvenimento” che accade anche oggi per mezzo della Chiesa, chiamata a continuare l’opera di Cristo, suo Signore e Sposo.

La conversione della vita prende forma concreta nella sequela di Cristo. Seguendo Gesù l’uomo si lega a Lui, si mette in cammino accettando la sua guida. E’ quanto avviene nella chiamata dei primi discepoli. L’episodio avviene sulle rive del lago dove Gesù cammina e dove gli uomini sono intenti al loro lavoro di pescatori. Questo dettaglio ci ricorda che l’appello del Signore alla conversione raggiunge l’uomo in qualunque situazione egli si trovi a vivere, anche nel quotidiano e nello svolgimento della propria professione. Chi accoglie la chiamata di Gesù esce dalla sua precedente condizione di vita per entrare in una realtà nuova, nella quale  il desiderio di bene, bontà, bellezza e verità, presente in ogni cuore, può finalmente compiersi.

Anche oggi il Signore bussa alla porta della nostra vita. L’iniziativa è sempre la sua. Se gli apriamo, Egli viene a noi, non per prenderci qualcosa, ma per renderci partecipi della sua stessa dignità di Figlio di Dio. L’unica condizione che ci viene chiesta, perchè possa realizzarsi questo meraviglioso progetto, è lasciargli spazio, aprendoci  pienamente a Lui e abbandonando ciò che appartiene al vecchio mondo, il peccato. Così può germogliare il mondo nuovo di Dio dove regnano l’amore, la gioia e la pace.

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