1920, Benedetto XV canonizza Giovanna d'Arco

Cento anni fa la pubblicazione della Bolla "Divina disponente"

Il martirio di Giovanna d'Arco
Foto: pubblico dominio
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Il 16 maggio 1920 con la Bolla "Divina disponente" Papa Benedetto XV proclamava Santa Giovanna d'Arco.

Dopo aver ricordato le imprese della Pulzella d'Orleans, nella Bolla il Papa sottolinea l'iniquo processo al quale fu sottoposta.

"Giovanna nelle sue risposte - scrive il Pontefice - dichiarava più e più volte di volersi sottomettere in tutto al giudizio della Chiesa Cattolica Romana, ma i giudici le insinuavano che doveva sottomettersi a loro stessi, in quanto rappresentanti della Chiesa. Interrogata se voleva sottomettersi al Signor Papa, rispose di sì, ma non voleva sottomettersi ai giudici lì presenti, perché erano suoi nemici mortali. Questa risposta, che gli stessi giudici avevano prevista, fu il fondamento dell’accusa, in quanto le fu attribuito il falso significato che Giovanna non volesse sottomettersi alla Chiesa".

Giovanna - sottolinea Benedetto XV - "comprese chiaramente che la morte le era data a causa della sua missione e, raccomandandosi con tutte le forze non soltanto alla santissima Vergine Maria fino all’ultimo momento della sua vita dichiarò di aver fatto tutto per volontà di Dio. Pregò il confessore di sollevare la croce del Signore, perché potesse vederla; cosa che egli fece; e Giovanna, abbracciandola mentre versava gran copia di lacrime, con gran devozione la baciava finché, invocando di continuo fra le fiamme il santissimo nome di Gesù, rese l’anima".

"La santa morte della Pulzella - conclude il Papa - suscitò l’ammirazione di tutti a tal punto che anche i suoi nemici ne rimasero molto spaventati, e lo stesso carnefice dichiarò che Giovanna era stata condannata a morte iniquamente e che temeva molto per sé, perché aveva bruciato una donna santa".

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