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Le tavole di San Giuseppe, una tradizione salentina per chiedere grazie al Santo

Cosa è questa tradizione tipica del Salento, nel Sud d'Italia?

Tavola di San Giuseppe |  | https://it.wikipedia.org/ Tavola di San Giuseppe | | https://it.wikipedia.org/

Ci avviciniamo alla festa di San Giuseppe, una delle solennità più sentite nel mondo cattolico, il prossimo 19 marzo. E' la festa dei papà, è la festa di San Giuseppe e ogni parte dell'Italia ha le sue tradizioni legate a questa bella festa. Il Salento ne ha una davvero particolare: "le tavole di San Giuseppe". Qui sentimento religioso e buon cibo si uniscono. Come spesso succede in Italia.

Ma cosa è questa tradizione tipica del Salento, nel Sud d'Italia?  A Giurdignano, in Puglia, si celebra un antichissimo rito, conosciuto appunto come le "Tavole di S. Giuseppe".

Il sito dei comuni italiani.it spiega esattamente di che cosa si tratta. "Sono dei pranzi offerti in onore del santo come voto o richiesta di grazia. Si tratta di una cerimonia antichissima che alcuni fanno risalire all’epoca medioevale, quando i nobili locali offrivano dei banchetti ricchi di pietanze ai più bisognosi".

È un rito particolarissimo che consiste nella preparazione, a casa di ogni devoto verso San Giuseppe, di tavole ricche di pietanze, alcune delle quali legate esclusivamente a questa ricorrenza. "Si tratta di persone che hanno ricevuto una grazia da San Giuseppe e che con questo rito, che molto spesso li accompagnerà per tutta la vita, danno compimento al voto fatto", si legge ancora sul sito del Comune italiano di Giurdignano.

Viene chiamato anche “Banchetto Sacro” e nasce originariamente come voto di ringraziamento per una grazia implorata o ricevuta da parte di una persona che si è impegnata verso il Custode della Sacra Famiglia.

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C'è anche un numero di presenti alla tavola da rispettare. I Santi partecipanti alla tavola, sempre in numero dispari, possono essere da un minimo di tre Santi, la Sacra famiglia (San Giuseppe, la Madonna e Gesù Bambino) fino a un massimo di tredici, richiamandosi al numero degli apostoli dell’ultima cena.

C'è anche un pasto che racchiude tutto, il pane. "La devozione al Santo e l’adempimento del voto possono essere fatti anche attraverso la preparazione di un pane particolare detto, appunto, pane di San Giuseppe. I devoti, nei giorni che precedono la festività, lo distribuiscono ai fedeli all’uscita dalla chiesa o procedono alla sua consegna passando casa per casa", spiegano ancora.

Anche a Minervino di Lecce, sempre in Puglia, i festeggiamenti in onore di San Giuseppe hanno luogo ogni anno il 18 e 19 marzo. "Dalla sera del 18 marzo fino al mezzogiorno del 19 marzo si possono visitare tutte le tavole che i devoti hanno preparato: a tutti i visitatori verrà donato un piccolo panetto detto anche "pace", affinché il Santo esaudisca la preghiera del devoto. Nel momento della consegna della "pace", il visitatore dirà "San Giuseppe te l’aggia an’settu" che vuol dire "San Giuseppe ti esaudisca", si legge sul sito della Pro Loco Minerva.

Cosa è previsto sulle tavole imbandite a festa?  Tutti i cibi che fanno parte della tradizione gastronomica del Salento: la pasta fresca di grano duro con ceci e cavoli, che nel dialetto locale è conosciuta come massa, i lampascioni sott’olio, le pittule, le verdure lesse, il baccalà, il pesce fritto.

 

 

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