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Azione Cattolica, il Vicepresidente a Trieste: "La democrazia fiorisca e fiorisca la pace"

Intervista a Paolo Seghedoni, Vicepresidente dell’Azione Cattolica per il settore Adulti

Il Vice Presidente AC a Trieste |  | Daniel Ibanez / ACI group
Il Vice Presidente AC a Trieste | | Daniel Ibanez / ACI group
Lo stand AC a Trieste |  | Daniel Ibanez / ACI group
Lo stand AC a Trieste | | Daniel Ibanez / ACI group
Lo stand AC a Trieste |  | Daniel Ibanez / ACI group
Lo stand AC a Trieste | | Daniel Ibanez / ACI group
Lo stand AC a Trieste |  | Daniel Ibanez / ACI group
Lo stand AC a Trieste | | Daniel Ibanez / ACI group
AC a Trieste,stand |  | VG / ACI Stampa
AC a Trieste,stand | | VG / ACI Stampa

A Trieste, alla Settimana Sociale dei Cattolici, partecipa anche l’Azione cattolica italiana e l’Editrice Ave. Rappresenta una Azione Cattolica che ha sempre accompagnato le Settimane Sociali, il vicepresidente Paolo Seghedoni. E rivendica, in questa intervista con ACI Stampa, i frutti di un lavoro portato avanti in mezzo secolo, a suo avviso troppi da poterli contare". ACI stampa lo ha raggiunto a Trieste.

Come è protagonista l'Aziona Cattolica durante la Settimana Sociale dei Cattolici a Trieste?

L’Azione Cattolica a Trieste è presente in varie forme. Naturalmente con buona parte della presidenza nazionale, con tre stand di buone pratiche. Molto interessante e innovativa è quello sull’Agenda dei Ragazzi, che proprio le ragazze e i ragazzi dell’Acr hanno costruito assieme; uno è sulla progettazione sociale e sul bando delle “parrocchie ecologiche” portato avanti in particolare dal Mlac, il Movimento Lavoratori di Ac; il terzo è della casa editrice Ave. Ma, come dicevo, anche attraverso altre forme. I delegati diocesani non di rado sono di Azione Cattolica: già solo dal primo approccio ci siamo accorti di quanti presidenti diocesani, vice presidenti, semplici soci dell’associazione siano a Trieste. Un numero molto rilevante, che dice di come l’associazione sia inserita in questo percorso virtuoso. Senza dimenticare gli assistenti, che sono a Trieste a vario titolo e che camminano insieme ai laici.

Lei è vicepresidente AC per il settore adulti. Quali sono le iniziative che avete intrapreso per questo evento a Trieste?

A livello diocesano e territoriale tanti si sono dati da fare per preparare Trieste, e molto di più si farà a valle della settimana giuliana. Anche il livello nazionale ha fatto diverse proposte, ne voglio ricordare in particolare quattro che consideriamo molto significative e che possono essere utili da riprendere. Il podcast “Prospettiva Democrazia”, che è a disposizione su tutte le piattaforme di podcast e che dal lancio di alcune settimane fa sta riscuotendo un successo per certi versi sorprendente, è un prodotto che può essere fruito anche dopo le Settimane sociali e che presenta molti contributi di grande interesse. Davvero un “consiglio per l’ascolto” estivo molto utile. In precedenza, alla nostra Assemblea nazionale che ha rinnovato gli incarichi associativi, abbiamo investito una serata per preparare queste Settimane sociali. Una serata molto proficua, che è diventata anche un’ideale continuazione del podcast e i cui contenuti si possono recuperare nelle due puntate speciali che sono uscite proprio all’inizio delle Settimane. Un altro approfondimento, che ha a che fare con questo tema, è il progetto “Parole di Giustizia e di Speranza” promosso insieme all’istituto Bachelet. Una serie di schede sulle parole della Costituzione che possono essere utilizzate per percorsi e incontri di approfondimento, sul sito azionecattolica.it ci sono tutte le informazioni. Infine, ma non ultimo, il nostro trimestrale Dialoghi ha dedicato interi numeri proprio alla democrazia.

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Come ha contribuito l'Aziona Cattolica nelle Settimane sociali dei Cattolici passate? Quali frutti sono stati raccolti?

L’Azione Cattolica ha, da sempre, accompagnato le 50 Settimane sociali e lo ha fatto in modo quotidiano, senza eccedere in protagonismo, ma anche senza nascondersi. Difficile dire quali e quanti frutti, sono troppi! Ma quello che possiamo affermare con sicurezza è che l’attenzione dell’associazione alla vita delle persone, la cura delle relazioni come delle nostre città e paesi, la cura del Creato… sono elementi fondamentali del percorso associativo e spingono l’Ac a uscire. Non è un caso che qui a Trieste tanti siano i delegati che vengono dall’associazione, come non è un caso che da sei anni l’Azione Cattolica rediga il Bilancio di Sostenibilità, uno strumento di rendicontazione sociale che mette al centro il tanto di buono che l’associazione costruisce in ambito ecclesiale, certo, ma anche sociale.

Come Aziona Cattolica per l'estate oltre alla settimane sociali avete qualche iniziativa? Progetti?

L’estate associativa è sempre molto ricca e piena di attività e proposte. Acr, giovani, adulti, Msac (gli studenti delle superiori) e Mlac, propongono campi estivi di formazione per responsabili a livello nazionale, mentre sul territorio sono diverse centinaia (ne abbiamo monitorate almeno 600) le proposte estive delle associazioni diocesane e parrocchiali. Ricordo poi un percorso interessante, che è nel solco della settimana triestina, che si svolgerà a fine estate: dal 6 all’8 settembre a Spello, nella Casa San Girolamo che è un po’ il “polmone spirituale” dell’Azione Cattolica, proponiamo un momento per gli amministratori locali di Ac, un appuntamento che sta dentro un percorso di accompagnamento spitituale per chi si impegna in prima persona nell’ambito politico e sociale.

Papa Francesco il 7 luglio sarà presente a Trieste. Cosa vi aspettate?

Non credo sia bene “aspettarsi” qualcosa dal Santo Padre. Da Francesco ci aspettiamo… di essere sorpresi, di essere messi in discussione. Ci aspettiamo, se vogliamo, parole nuove che possano accompagnare questo percorso che la Chiesa italiana promuove e persegue con pazienza e tenacia. E, a lui, vogliamo dire che gli vogliamo bene e che preghiamo per lui e, insieme a lui, perché la democrazia fiorisca e fiorisca la pace.

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