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Bari, la città dell’unità e del dialogo ecumenico nel segno di San Nicola

Bari, “Capitale dell’unità”, grazie a San Nicola

Padre Emmanuel Albano |  | EWTN News
Padre Emmanuel Albano | EWTN News
Padre Emmanuel Albano a Bari |  | EWTN News
Padre Emmanuel Albano a Bari | EWTN News

Bari, “Capitale dell’unità”. Così Papa Francesco definì la città di Bari, a conclusione dell’evento “Mediterraneo, frontiera di pace” che riunì nel 2020, nel capoluogo pugliese, 58 vescovi cattolici di 20 Paesi che si affacciano sul Mare Nostrum. Tutto questo grazie anche ad una preziosa presenza, quella di San Nicola, patrono di Bari. Nella Basilica Pontificia di San Nicola si conservano le reliquie del Santo che più di tutti unisce cattolici e ortodossi, immaginato da sempre come un “ponte”  tra Oriente e Occidente. Simbolo appunto di unità.

Ne abbiamo parlato a Bari con Padre Emmanuel Albano, direttore del Centro ecumenico della Basilica e coordinatore dell'Istituto di Teologia ecumenico-patristica "S. Nicola" della Facoltà Teologica Pugliese. Padre Emmanuel ha raccontato ad ACI stampa / EWTN News- questa speciale caratteristica di San Nicola. Non solo quindi San Nicola come il santo del Natale, ma anche il santo del dialogo interreligioso e dell’unità tra le diverse confessioni cristiane.

Nato nel III secolo a Myra, in Asia Minore, nell’attuale Turchia, San Nicola è una figura profondamente radicata nella tradizione cristiana orientale. Vescovo molto venerato dalle Chiese d’Oriente, occupa un ruolo centrale nella spiritualità bizantina e ortodossa ed è riconosciuto come simbolo di carità, attenzione ai poveri e giustizia. La sua fama di santo capace di miracoli si diffuse rapidamente in tutto il bacino del Mediterraneo.

“La Basilica di San Nicola è uno dei luoghi più importanti della cristianità, proprio perché unisce i pellegrini cattolici e ortodossi – commenta Padre Albano ai microfoni di ACI stampa- EWTN News - nei secoli la Basilica di San Nicola ha sempre prodotto pellegrinaggi continui di fratelli di ogni confessione che venivano a pregare qui sulla tomba di San Nicola. E questo è diventato negli anni, progressivamente, sempre più un modo per incontrarsi anche nella preghiera, una preghiera fatta insieme. Questo è favorito anche dalla presenza di una cappella ortodossa all’interno della Basilica stessa. È il luogo dove gli ortodossi, i nostri fratelli, celebrano la Divina Liturgia all'interno della Basilica”.

C’è un luogo all’interno della Basilica chiamato proprio “Cappella Orientale”. Le reliquie di San Nicola, custodite nella Basilica, sono un grande richiamo spirituale; i fedeli ortodossi si recano lì per pregare e accendere candele in ogni periodo dell’anno.

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“Dove viene celebrata la Divina Liturgia è lo stesso altare dove i cattolici celebrano la l'Eucarestia.  E questo è un bellissimo segno che non accade in ogni chiesa cristiana”, commenta ancora Padre Emmanuel.

“Tra gli ortodossi e i cattolici San Nicola è certamente il Santo più venerato dopo la Vergine Maria. La Chiesa russa e la chiesa greca, ma anche la chiesa georgiana, la chiesa rumena, sono molto attente al culto di San Nicola”, dice con fermezza Padre Emmanuel nella terrazza che affaccia proprio sulla Basilica di San Nicola che ospita i domenicani.

Tanti sono coloro che partecipano regolarmente alle celebrazioni nella Basilica, non solo come pellegrini di passaggio, ma come residenti che vi vivono la loro liturgia e la loro profonda devozione a San Nicola.

“Il Signore ci ha donato questo luogo e San Nicola come ponte e come luogo di incontro tra Oriente e Occidente. Avendo riscontrato questo alla fine degli anni ‘60 e agli inizi degli anni ‘70, i frati predicatori hanno, insieme con l'Arcivescovo dell'epoca, fondato un Istituto di Teologia Ecumenico Patristica che aveva lo scopo di studiare le tradizioni delle varie confessioni cristiane per farle incontrare. Nell'Istituto insegnano attualmente sia docenti di confessione cattolica sia docenti di confessione ortodossa e protestante”, racconta sempre ad ACI Stampa / EWTN News Padre Emmanuel.

L’Istituto Ecumenico San Nicola fu voluto dall’Arcivescovo di Bari mons. Enrico Nicodemo che coinvolse nell’iniziativa la Conferenza Episcopale Pugliese e l’Ordine dei Frati Predicatori. La Congregazione per l’Educazione Cattolica l’approvò ad tempus il 10 maggio 1971, come sezione ecumenico-patristica greco-bizantina “San Nicola” della Facoltà di Teologia della Pontificia Università “San Tommaso D’Aquino” di Roma per il conferimento dei gradi accademici della Licenza e del Dottorato, e definitivamente il 9 luglio 1991. Dal giugno 2005 fa parte della Facoltà Teologica Pugliese. 

“Nei decenni della sua attività l’Istituto ha promosso studi, incontri e colloqui tra cattolici e ortodossi; ha formato professori di teologia ecumenico-patristica; si è posto come centro di riferimento per gli studiosi del settore e di animazione teologico-ecumenica nelle chiese locali”, si legge sulla pagina ufficiale dell’Istituto.

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In questo intreccio di fede, storia e dialogo, Bari continua così a testimoniare, attraverso San Nicola e la sua Basilica, che l’unità non è solo un ideale da raggiungere, ma una realtà da vivere ogni giorno, nel segno dell’incontro, della preghiera condivisa tra Oriente e Occidente.

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