Milano , venerdì, 2. gennaio, 2026 16:00 (ACI Stampa).
– si spera – anche di buone letture. E per cominciare bene vorremmo tornare alle pagine di un libro che è un classico, certamente, ma anche un romanzo modernissimo, anzi contemporaneo. E questa, d’altra parte, è una caratteristica dei classici. “I promessi sposi” di Alessandro Manzoni parla della Storia e delle storie personali, della follia della guerra. Della insensatezza e della crudeltà del potere, della forza della fede.
Se per molti il romanzo rimanda a noiosi studi scolastici, per molti altri è stata una grande riscoperta, una passione, una guida, una fonte perenne di ispirazione. Come, tanto per fare un esempio, Papa Francesco, che l’ha citato spesso e in un’occasione ha dichiarato: “Ho letto I promessi sposi tre volte e ce l’ho adesso sul tavolo per rileggerlo. Manzoni mi ha dato tanto”.
Rileggere Manzoni e I Promessi Sposi può rappresentare invece l’occasione non solo per riscoprire la bellezza di questa storia e la grandezza del suo autore, ma per ritrovare consolazione e saggezza, una “guida” per affrontare con autentico spirito cristiano quello che accade quotidianamente, in ogni angolo del mondo.
Il bene non viene sconfitto, alla fine, nonostante i tortuosi percorsi dell’esistenza, i travagli, le pene e le ingiustizie subite. Il bene si propaga forse più lentamente e silenziosamente, ma in modo più capillare e duraturo. La malattia, la pestilenza, le ingiustizie non sono quelle che avranno l’ultima parola, che invece sarà dei “buoni”, degli umili. Coloro che hanno sempre anteposto l’amore per gli altri a quello egoistico, autoriferito, potranno dire l’ultima parola. Credendo e confidando nel fatto che la vita terrena, breve e piena di affanni, non è il fine ultimo del destino umano, la vera esistenza comincerà dopo la morte. Un messaggio non banalmente consolatorio, ma realistico, basato sulla evidenza della ragione di speranza che offre il cristianesimo. La ragionevolezza della fede, che affronta la realtà cercando di leggere il bene che contiene e che si può incontrare concretamente, in persone ed eventi.
Infatti Manzoni racconta il sacrificio di tanti, conosciuti e sconosciuti, lungo tutto il doloroso peregrinare dei promessi sposi perseguitati e dei loro familiari, culminante nel momento della grande paura, dell’infuriare della pestilenza, i quali resistono al dilagare del male e della morte.




