Città del Vaticano , sabato, 3. gennaio, 2026 20:13 (ACI Stampa).
Il clima di festa continua in Vaticano in attesa dell'Epifania. E dopo il concerto dello scorso 12 dicembre in sala Nervi per il conferimento del premio Ratzinger al maestro Riccardo Muti con l'esecuzione della Messa per l'Incoronazione di Carlo X composta da Luigi Cherubini nel 1825, papa Leone XIV ha presieduto nella serata di oggi al concerto di Natale della Cappella Musicale Sistina. Così, ancora una volta, il pontefice si è dimostrato attento alle iniziative culturali promosse in Vaticano: presente al “Concerto con i poveri e per i poveri” lo scorso 6 dicembre sempre nella sala Nervi, presente al concerto di Muti, e oggi a presenziare al concerto nella Cappella Sistina. Il dialogo tra la cultura e la Chiesa sembra essere davvero uno dei temi cari al pontefice.
E, a fine concerto, il pontefice ha voluto rivolgere ai presenti un saluto: " Desidero ringraziare la Cappella musicale Sistina, che in questo concerto ci ha fatto meditare il mistero del Natale con il linguaggio della musica e del canto, linguaggio capace di parlare, oltre che alla mente, anche al cuore. Mi congratulo con il Maestro Direttore Monsignor Marcos Pavan e con il Maestro dei Pueri Michele Marinelli", così ha esordito papa Leone XIV nel suo breve discorso. E poi ha continuato: "Non c'è Natale senza canti. Dovunque nel mondo, in ogni lingua e nazione, l'Avvenimento di Betlemme è celebrato con la musica e il canto. E non può essere altrimenti, dal momento che il Vangelo stesso racconta che, quando la Vergine Maria diede alla luce il Salvatore, gli angeli in cielo cantavano “Gloria a Dio e pace in terra”".
Poi il suo sguardo si rivolge ai pastori, "spettatori ei testimoni di quel primo “concerto di Natale”". Un concerto a cui hanno anche loro, in una certa misura, partecipazione: magari "suonando qualche flauto rudimentale". Poi, l'attenzione alla Vergine Maria: "Ma c'è un altro luogo dove la musica celeste è risuonata in quella notte santa. Un luogo silenzioso, raccolto, sensibilissimo: parlo naturalmente del cuore di Maria, la donna prescelta da Dio per essere la Madre del Verbo incarnato. Impariamo da lei ad ascoltare nel silenzio la voce del Signore, per seguire fedelmente la parte che Lui ci affida nello spartito della vita".
Infine, una dedica particolare del concerto. Il pontefice pensa a tutti quei "bambini che, in tante parti del mondo, hanno vissuto questo Natale senza luci, senza musiche, senza nemmeno il necessario per la dignità umana, e senza pace . Il Signore, al quale abbiamo voluto elevare stasera i nostri canti di lode, ascolti il gemito silenzioso di questi piccoli, e doni al mondo, per intercessione della Vergine Madre, giustizia e pace".
Un momento di grande musica, quello vissuto stasera nella Cappella Sistina in Vaticano. Lo scenario, il Giudizio Universale di Michelangelo sembra quasi, in silenzio, fermarsi per un momento per ascoltare il ricco e particolare programma musicale preparato per il pontefice. C'è tutta la polifonia della storia della musica occidentale, partendo dal canto gregoriano, passando per Giovanni Pierluigi da Palestrina: di lui sono stati eseguiti due motetti, il “Dies Sanctificatus” e l' “Odie Christus Natus Est”. Perle musicali le composizioni dei grandi maestri emeriti della stessa Cappella Musicale Sistina: Giuseppe Liberto e Domenico Bartolucci. La Cappella Sistina ha risuonato delle note del “Magnum Nomen Domini” e del “Puer Natus in Bethlehem”. Un programma che arriva al '900 musicale: eseguito, infatti, “Quem vidistis pastores” di Francis Poulenc. E, infine, un omaggio anche a papa Leone XIV: l'esecuzione di un compositore statunitense, James Bassi. Ma c'è stato spazio anche per la tradizione: “Astro del Ciel” di Franz Gruber; l'immncabile “Tu scendi dalle stelle”, di sant'Alfonso Maria de' Liguori; e, infine, l'“Adeste Fideles”. A dirigere il coro, il direttore musicale della Cappella Musicale Pontificia Sistina, monsignor Marcos Isola Pavan, che ha introdotto il concerto con un breve discorso rivolto al pubblico nel quale ha ringraziato vivamente il pontefice per la sua presenza.




