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Papa Leone XIV: Ogni creatura umana è riflesso di Dio

All'Angelus di oggi

Papa Leone XIV | Papa Leone XIV | Credit Vatican Media Papa Leone XIV | Papa Leone XIV | Credit Vatican Media

Giornata piovosa, oggi, a Roma. Una pioggia insistente comunque non ha fermato i pellegrini venuti a Roma e desiderosi di ascoltare le parole del pontefice all'Angelus. Il pontefice, nella sua meditazione che precede la recita della preghiera mariana di mezzoggiorno, ha subito concentrato la sua attenzione sulla chiusura della Porta Santa della Basilica di San Pietro, il prossimo 6 gennaio, giorno dell'Epifania. Con questa chiusura - dice il pontefice - “concluderemo il Giubileo della speranza, e proprio il Mistero del Natale, in cui siamo immersi, ci ricorda che il fondamento della nostra speranza è l'incarnazione di Dio”. 

 

Poi, il Vangelo di oggi, il Prologo di Giovanni: «Il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi». In merito papa Leone XIV continua: "La speranza cristiana, infatti, non si basa su previsioni ottimistiche o calcoli umani, ma sulla scelta di Dio di condividere il nostro cammino, sperando non siamo mai soli nella traversata della vita. Questa è l'opera di Dio: in Gesù si è fatto uno di noi, ha scelto di stare con noi, ha voluto essere per sempre il Dio-con-noi". 

 

La venuta di Gesù nella "debolezza della carne umana" - continua - "se da una parte ravviva in noi la speranza, dall'altra ci consegna un duplice impegno, uno verso Dio e l'altro verso l'uomo. Verso Dio, perché se Egli si è fatto carne, se ha scelto la nostra umana fragilità come sua dimora, allora siamo sempre chiamati a ripensare Dio a partire dalla carne di Gesù e non da una dottrina astratta". Per questi motivi, ricorda papa Leone XIV, è importante sempre “verificare la nostra spiritualità e le forme in cui esprimiamo la fede, perché siano davvero incarnate, capaci cioè di pensare, pregare e annunciare il Dio che ci viene incontro in Gesù: non un Dio distante che abita un cielo perfetto sopra di noi, ma un Dio vicino che abita la nostra fragile terra, si fa presente nel volto dei fratelli, si rivela nelle situazioni di ogni giorno”.

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"Se Dio è diventato uno di noi, ogni creatura umana è un suo riflesso, porta in sé la sua immagine, custodisce una scintilla della sua luce; e questo ci chiama a riconoscere in ogni persona la sua dignità inviolabile ea esercitarci nell'amore vicendevole gli uni verso gli altri. Così, l'incarnazione ci chiede anche un impegno concreto per la promozione della fraternità e della comunione, perché la solidarietà diventi il ​​criterio delle relazioni umane, per la giustizia e per la pace, per la cura dei più fragili e la difesa dei deboli. Dio si è fatto carne, perciò non c'è culto autentico verso Dio senza la cura per la carne umana” conclude papa Leone XIV.

 

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