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Cosa ha concluso Papa Leone XIV lasciato aperto dal pontificato di Papa Francesco ?

Dal Giubileo al Sinodo

Papa Leone XIV in Libano |  | Vatican Media Papa Leone XIV in Libano | | Vatican Media

L'eredità più ovvia che Leone XIV ha ricevuto da Francesco è stato il Giubileo. Una eredità pesante per quantità e qualità di impegni. Certo nulla di simile al Grande Giubileo del 2000 che aveva in calendario eventi molto più densi di significato. Il Giubileo che si chiude il 6 gennaio di fatto è stato segnato dall'overtourism del pellegrinaggio, da misure di sicurezza esagerate che hanno reso tutto difficile, e dal poco significativo impatto religioso. Leone XIV ha preso tutto così come era e l'ha portato a compimento con discrezione e semplicità, ma con lo sguardo già verso il 2033 per un nuovo Giubileo della Redenzione che abbia un respiro ecumenico.

C'è poi il retaggio della Laudato sì. Non solo il borgo di Castelgandolfo, con gli eventi connessi, ma soprattutto lo sguardo alla custodia del Creato. Leone XIV ha un metodo suo, che è quello di vivere la natura proprio a Castelgandolfo dove va ogni settimana, alcuni dicono anche a controllare come la Fattoria posso riprendere vita dopo lo smantellamento e la cementificazione di una parte della vigna. Certo servono metodi nuovi di coltivazione, ma le Ville non dovrebbero diventare un "centro congressi".

E poi c'è il lavoro dei documenti il cui studio era iniziato anni fa e ora arrivano a compimento. Come quelli del Dicastero per la Dottrina della Fede. Ne mancherebbe ancora una dedicato alla trasmissione della fede. Ma è stato pubblicato quello che confermava che Maria non è "corredentrice". Non c'è nulla di nuovo nel testo in effetti, ed è insolito che si faccia un testo del genere. Ma era previsto.

Ovviamente tra i documenti c'è la Dilexi te. Un testo di Francesco che Leone XIV ha rivisto pochissimo.

E c'è ancora una grande questione aperta: il Sinodo sulla Sinodalità. Si attendono le relazioni finali delle Commissioni delle assemblee 2021- 2024. Pubblicati i Rapporti intermedi, ora si attendono quelli finali. Ma che ne sarà davvero di tanti testi piuttosto confusi e che confondono? Il Sinodo sulla Sinodalità è stato più una assemblea ecclesiale che un sinodo dei vescovi.

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Lo sguardo poi va al Diritto Canonico, un po' trascurato dal pontificato di Francesco, ma che è invece fondamentale per Leone XIV.

Il Dicastero per i Testi legislativi intanto ha prodotto un volume di 1.300 pagine con la preparazione alle revisione della “Legge fondamentale della Chiesa” e con la canonistica contemporanea. "Lex Ecclesiae Fundamentalis". Un libro che presenta il lavoro svolto, un accesso a tutti gli interessati un lavoro che ha impegnato questo Dicastero per più di vent’anni.

Ma poi? Anche questa è una eredità sospesa.

Leone XVI ha scelto di mettere subito mano alle questioni amministrative che erano poco chiare e toglie allo IOR l’esclusiva sugli investimenti e introduce una “responsabilità condivisa” con l’APSA.

Poi alcune, poche, per ora, nomine  Filippo Iannone, canonista,  diventa  prefetto del Dicastero per i Vescovi. E cambia i suoi più stretti collaboratori chiamando l’agostiniano padre Edward Daniang Daleng, come vice reggente della Prefettura della Casa pontificia. Anche in questo caso l'eredità di Francesco era una struttura zoppa, senza Prefetto. Come sarà la riforma di Leone XIV ?

Alcune nomine necessarie come l'arrivo di monsignor Anthony Onyemuche Ekpo, assessore della Segreteria di Stato, e e le nomine degli arcivescovi di New York, Ronald Hicks, e di Westminster, Charles Phillip Richard Moth, sono dovute all raggiungimento dell'età o alla necessità di uno stile diverso in Segreteria di Stato. Perché Leone XIV crede nel lavoro dei Dicasteri e della "sua" Segreteria. A cominciare dai segretari personali.

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Anche nella Diocesi di Roma Leone XIV mette in ordine una situazione confusa e ripristina il Settore Centro della Diocesi di Roma.

In eredità anche il regolamento della Curia Romana, che viene aggiornato dopo più di 25 anni.

Lo stile personale del Pontefice ricorda un po' quello di Giovanni Paolo II. Il rispetto del ruolo con sobrietà.

E in questo senso va visto il ritorno all' Appartamento nel Palazzo Apostolico, appena sarà possibile, e il recupero di certi paramenti come la mozzetta, le croci pettorali con le reliquie, e negli ultimi tempi anche lo stemma sulla fascia.

Non per nulla Papa Leone XIV viene inserito nella classifica delle personalità meglio vestite dell'anno per il 2025, secondo la rivista Vogue America. 

Il programma del pontificato però lo vedremo forse dopo il primo Concistoro del 7 e 8 gennaio. La sua omelia dell' 8 mattina sarà interessante. Come è già interessante che abbia ripreso l'abitudine a consultare tutti i cardinali e non solo un piccolissimo gruppo. Del resto a questo servono i cardinali.

 

 

 

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