Città del Vaticano , lunedì, 5. gennaio, 2026 10:00 (ACI Stampa).
L'eredità più ovvia che Leone XIV ha ricevuto da Francesco è stato il Giubileo. Una eredità pesante per quantità e qualità di impegni. Certo nulla di simile al Grande Giubileo del 2000 che aveva in calendario eventi molto più densi di significato. Il Giubileo che si chiude il 6 gennaio di fatto è stato segnato dall'overtourism del pellegrinaggio, da misure di sicurezza esagerate che hanno reso tutto difficile, e dal poco significativo impatto religioso. Leone XIV ha preso tutto così come era e l'ha portato a compimento con discrezione e semplicità, ma con lo sguardo già verso il 2033 per un nuovo Giubileo della Redenzione che abbia un respiro ecumenico.
C'è poi il retaggio della Laudato sì. Non solo il borgo di Castelgandolfo, con gli eventi connessi, ma soprattutto lo sguardo alla custodia del Creato. Leone XIV ha un metodo suo, che è quello di vivere la natura proprio a Castelgandolfo dove va ogni settimana, alcuni dicono anche a controllare come la Fattoria posso riprendere vita dopo lo smantellamento e la cementificazione di una parte della vigna. Certo servono metodi nuovi di coltivazione, ma le Ville non dovrebbero diventare un "centro congressi".
E poi c'è il lavoro dei documenti il cui studio era iniziato anni fa e ora arrivano a compimento. Come quelli del Dicastero per la Dottrina della Fede. Ne mancherebbe ancora una dedicato alla trasmissione della fede. Ma è stato pubblicato quello che confermava che Maria non è "corredentrice". Non c'è nulla di nuovo nel testo in effetti, ed è insolito che si faccia un testo del genere. Ma era previsto.
Ovviamente tra i documenti c'è la Dilexi te. Un testo di Francesco che Leone XIV ha rivisto pochissimo.
E c'è ancora una grande questione aperta: il Sinodo sulla Sinodalità. Si attendono le relazioni finali delle Commissioni delle assemblee 2021- 2024. Pubblicati i Rapporti intermedi, ora si attendono quelli finali. Ma che ne sarà davvero di tanti testi piuttosto confusi e che confondono? Il Sinodo sulla Sinodalità è stato più una assemblea ecclesiale che un sinodo dei vescovi.





