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Leone XIV, quali le riforme in vista?

Il concistoro parlerà, inevitabilmente, dell’eredità di Papa Francesco. Ma si guarderà anche al futuro, e sarà da capire in che modo Leone XIV porterà avanti la riforma della Chiesa

Leone XIV | Leone XIV | Vatican Media Leone XIV | Leone XIV | Vatican Media

Leone XIV ha preso carta e penna lo scorso 12 dicembre, e ha inviato una lettera circolare a tutti i cardinali per definire l’agenda di discussione del concistoro del 7-8 gennaio prossimo. Sono quattro i punti di cui si discuterà: rilettura dell’esortazione apostolica Evangelii Gaudium; approfondimento della costituzione apostolica Praedicate Evangelium, con un focus su Chiesa universale e Chiesa particolare; sinodo e sinodalità come strumenti di collaborazione al pontefice; e infine una “approfondita riflessione teologica, storica e pastorale” sulla liturgia per, come dice la costituzione apostolica del Concilio Vaticano II Sacrosanctum Concilium, “conservare la sana tradizione e aprire nondimeno la via ad un legittimo. 

Una circolare del decano del Collegio Cardinalizio di novembre stabilisce una sorta di agenda: le discussioni iniziano alle 16 del 7 gennaio e si articolano in tre sessioni, con un pranzo in comune in Aula Paolo VI, offerto dal Papa l’8 gennaio. I lavori del Concistoro si svolgeranno in gruppi, i cui relatori riferiranno poi in aula. E tuttavia, i quattro punti di discussione rappresentano già un’indicazione di programma.

Leone XIV è già intervenuto, durante questo pontificato, per “correggere” alcuni aspetti della Praedicate Evangelium, ovvero della riforma della Curia voluta da Papa Francesco. Prima di tutto, il ridimensionamento dell’Istituto delle Opere di Religione, con un motu proprio che ha sovvertito la decisione del suo predecessore che con un rescriptum aveva stabilito che tutti gli investimenti dovessero passare dalla cosiddetta “banca vaticana”.

Quindi, la decisione di stabilire l’Apostolato del Mare, quasi dimenticato dalla riforma della Curia di Papa Francesco. E, infine, il ripristino del settore centro della Diocesi di Roma, lo scorso 4 ottobre, che Papa Francesco aveva eliminato.

Leone XIV non ha proceduto con rotture nette. La posizione di Suor Raffaella Petrini come presidente della Pontificia Commissione dello Stato di Città del Vaticano è stata sanata da un motu proprio di Leone XIV lo scorso 21 novembre. Ancora il tribunale vaticano segue gli stessi criteri di prima per le nomine dei giudici, e dunque non sorprende la scelta di Ulisse Corea come giudice applicato del Tribunale dello Stato di Città del Vaticano.

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Anche le riforme di Papa Francesco riguardo la giustizia vaticana sono rimaste ancora tutte in atto, mentre si attende il 9 gennaio la decisione della Cassazione vaticana (anche questa, riformata da Papa Francesco, e attualmente composta da un collegio dei cardinali Farrell, Zuppi, Lojudice e Gambetti) riguardo la ricusazione del Promotore di Giustizia Alessandro Diddi richiesta dai difensori degli imputati al processo di appello sulla gestione dei fondi della Segreteria di Stato.

Per ora, insomma, Leone XIV si è limitato a dei piccoli aggiustamenti laddove le cose sembravano non funzionare in maniera perfetta, consapevole che comunque Papa Francesco ha usato la legislazione di emergenza (al 2024, si registravano ben 77 motu proprio del Papa) e che dunque questa è facilmente sovvertibile.

La discussione del Concistoro riparte da lì. La questione della Evangelii Gaudium serve a riprendere le linee guida del pontificato di Papa Francesco, citatissimo da Leone XIV nei suoi discorsi, del quale non si vuole perdere la parte positiva di eredità, specialmente sul fronte missionario. La discussione sulla riforma della Curia servirà a comprendere da dove ripartire perché le strutture funzionino. Con Leone XIV, la Segreteria di Stato sembra avere di nuovo un ruolo centrale – la convocazione del concistoro, in prima battuta, è partita proprio dalla Terza Loggia, il cardinale Parolin dovrebbe coordinare i lavori del Concistoro – e questo è un dato importante se si vuole guardare ad una riorganizzazione generale.

Poi c’è il tema della sinodalità. Le commissioni del Sinodo hanno detto un no al diaconato femminile, respingendo al mittente una delle istanze più forti emerse nei lavori sinodali, mentre Leone XIV ha fatto sapere a più riprese che il Sinodo non è un Parlamento, e che dunque non si crea una maggioranza e una opposizione. Al di là della fretta con cui la Segreteria generale del Sinodo ha voluto riprendere e annunciare il cammino sinodale, Leone XIV potrebbe volere dare un indirizzo preciso, senza – neanche in questo caso – buttare via tutto. Perché da sempre il Papa ha parlato positivamente della sinodalità e del modo in cui è gestita.

Più complessa la situazione della riforma liturgica. Papa Francesco aveva abrogato le norme che liberalizzavano l’uso dell’antico rito. Leone XIV non abrogherà le scelte di Francesco, ma probabilmente assumerà modalità diverse di attuazione. Ad esempio, l’arcivescovo Buendia, nunzio nel Regno Unito, ha annunciato a settembre che sarebbero stati garantiti tutti i permessi per celebrare secondo il rito antico quando questi sarebbero stati richiesti.

Leone XIV chiede di riflettere sulla questione. E, di certo, pesa anche una questione pastorale: il boom di catecumeni in Francia (con dati incredibili nel 2024 e nel 2025), dove tra l’altro è seguitissimo il pellegrinaggio tradizionalista Parigi – Chartres, mostra anche un ritorno alla tradizione, che diventa anche un apprezzamento dell’uso antiquor. Si può mettere da parte questa esplosione di fede?

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Sono i grandi temi da cui Leone XIV ripartirà. Non parla ad un Consiglio di Cardinali, non fa riunioni ristrette con un gruppo di fedelissimi, ma piuttosto chiede a tutti i cardinali di essere coinvolti nella discussione sul futuro della Chiesa. C’è, insomma, prima di tutto un approccio diverso da tenere in considerazione.

Infine, sarà da vedere se il Papa anticiperà qualcosa dei temi della sua prima enciclica. C'è un titolo di lavoro che è circolato (Magnifica Humanitas), ma ancora poco si sa sui temi e sul modo in cui li affronterà, se non che è prevista un'ampia disamina sulle sfide dell'intelligenza artificiale.    

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