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Leone XIV, quali saranno i viaggi del 2026?

Il prossimo volo potrebbe essere in Africa, ha detto il Papa. Intanto, i vescovi spagnoli sono venuti in Vaticano per studiare un itinerario per il viaggio di Leone nel Paese a giugno. E altri appuntamenti sono in vista

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Il primo viaggio, Leone XIV lo avrebbe voluto fare simbolicamente in Algeria, sulle orme di Sant’Agostino. E l’idea iniziale sembra fosse quella di attaccare una tappa di tre giorni, o poco più, al primo grande viaggio internazionale, che ha portato il Papa in Turchia e in Libano. Turchia e Libano erano sull’agenda di Papa Francesco: il primo già definito, anche se in forma più breve di quella che poi è stata (Francesco era già comunque malato), il secondo sogno mai realizzato almeno dal 2021. L’Algeria, invece, era un desiderio tutto di Leone.

Tornando dal viaggio in Turchia e in Libano, Leone XIV ha detto che il prossimo viaggio potrebbe essere in Africa, in particolare in Algeria. E, in effetti, da quando è arrivato ha “sistemato” anche ciò che c’era da sistemare nella Chiesa del Paese: ha dato un vescovo ad Annaba, l’antica diocesi di Agostino, ha nominato un nunzio apostolico, che era vacante dal marzo 2025, e ha ricevuto lo scorso 25 luglio 202 il presidente algerino Tebboune. A seguito di quell’udienza, non è stato comunicato che il Papa è stato invitato nel Paese, come succede a volte, ma il viaggio sembra essere allo studio.

Un grande sogno di Papa Francesco era quello di un ultimo viaggio in Africa, con destinazione Capo Verde. Sarebbe stato un viaggio del cuore. Il Papa che in dodici anni di pontificato non è mai tornato nella sua natia argentina sarebbe andato sulle tracce del Negro Manuel, lo schiavo capoverdiano che, arrivato in Argentina, ebbe l’incarico di trasportare quella che sarebbe diventata la Virgen de Lujan, il santuario argentino più seguito.
Capo Verde potrebbe non essere la destinazione di una tappa in Africa. Lo scorso settembre si sono celebrati i trenta anni della firma dell’esortazione post-sinodale di San Giovanni Paolo II Ecclesia In Africa, che avvenne in Camerun. E il Camerun è stato destinazione anche di un altro viaggio del Papa polacco e di uno di Benedetto XVI. Si dice che “le probabilità di un altro viaggio del Papa nel Paese sono alte”, e, nell’occasione, Leone XIV potrebbe anche prolungare il suo soggiorno toccando il Senegal e, addirittura, arrivando in Nigeria per dare sollievo ai cristiani perseguitati. L’arcivescovo Paul Richard Gallagher, ministro vaticano per i Rapporti con gli Stati, era previsto in un viaggio in Nigeria prima di unirsi al seguito papale in Turchia e Libano, ma il viaggio è stato posticipato. Il “ministro degli Esteri” vaticano avrebbe potuto, nell’occasione, verificare le condizioni di fattibilità del viaggio.

C’è poi l’idea di un grande viaggio in Spagna del Papa, che sembra la possibilità più concreta. Quest’anno, infatti, sarà inaugurata la Sagrada Família, la grande opera di Andoni Gaudì che è ormai in costruzione da più di un secolo. Non c’è ancora una data (ma si parla del 10 giugno), ma si sa che il Papa, oltre a Barcellona, dovrebbe andare a Madrid e a Santiago di Compostela.

Il settimanale spagnolo Vida Nueva ha diffuso l’informazione che lo scorso venerdì la presidenza della Conferenza Episcopale spagnola è stata in Segreteria di Stato su richiesta vaticana proprio per definire l’agenda della prossima visita. Erano presenti in delegazione il Cardinale Juan José Omella, arcivescovo di Barcellona (che compirà 80 anni quest’anno), il Cardinale José Cobo Cano, arcivescovo di Madrid, e l’arcivescovo di Valladolid, Luis Argüello, presidente della Conferenza Episcopale.

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Leone XIV ha ricevuto un invito, al termine della Messa di inizio pontificato, il 18 maggio, dal re Felipe in persona ad andare in Spagna. Leone XIV è stato invitato concretamente a benedire la Sagrada Familia, che sarà completata quando la Torre di Gesù, alta 172,5 metri, sarà terminata. Ma il 10 giugno, la data che si pensa per la visita, è anche il giorno in cui cadono cento anni dalla morte di Gaudì, che oggi è in processo di beatificazione.

Tra le altre destinazioni possibili del viaggio, una tappa a Ávila o Segovia, dove si celebrano i 300 anni dalla canonizzazione di San Giovanni della Croce o i 100 anni della sua nomina come dottore della Chiesa, oppure a Toledo per l’ottavo centenario della cattedrale, e persino includendo – in un viaggio che sarebbe inevitabilmente lungo – anche tappe a Valladolid e Santiago di Compostela, per ricordare i tre secoli della canonizzazione di Santo Toribio di Mogrovejo, evangelizzatore del Perù, o indirizzare un discorso all’Europa da Finisterre, oppure a Valencia per ricordare il santo agostiniano Tommaso di Villanueva, o a Granada dove Leone XIII nominò patrona la Vergine delle Angustie.

Si vedrà quanto sarà possibile inserire nel programma papale. Quello che si comprende è che, con un Papa giovane e in forze, il programma può essere denso, aprendo a possibilità che si erano precluse con l’avanzare dell’età e delle malattie di Papa Francesco.

Se Papa Francesco non è mai tornato in patria, si pensa che Leone XIV tornerà negli Stati Uniti già quest’anno. C’è un’occasione mancata, gli 80 anni delle Nazioni Unite, celebrati lo scorso anno. I Papi sono sempre stati all’Assemblea Generale per i decennali dell’organizzazione (Paolo VI addirittura fece un viaggio di un solo giorno), ma lo scorso anno Leone XIV non ce l’avrebbe fatta, per ragioni organizzative. Quest’anno può essere l’anno, anche perché gli Stati Uniti celebrano il quarto di millennio, ovvero i 250 anni dalla fondazione. Questo rende il viaggio del Papa profondamente simbolico.

Oltre alla tappa istituzionale a Washington, DC, e quella inevitabile a New York, Leone XIV potrebbe arrivare a Baltimora, per i 250 anni della prima diocesi degli Stati Uniti, e poi tornare a casa sua a Chicago, per poi concludere il viaggio sulla Costa Est, tra Los Angeles e un posto di confine come San Diego.

Questo viaggio potrebbe avvenire a settembre. Mentre il ritorno in Perù, l’altra patria di Leone XIV, potrebbe avvenire già nella prima metà dell’anno. Leone XIV vorrà probabilmente tornare a Chiclayo, la diocesi di cui è stato vescovo, dovrà passare da Lima, dalla capitale, ma si parla di un viaggio ancora più grande in Sudamerica. Un passaggio in Argentina, per compiere quel viaggio che Papa Francesco non ha mai compiuto, e uno in Uruguay, uno dei pochi Paesi sudamericani non toccati da Francesco nei suoi viaggi, dove si vive una secolarizzazione feroce.

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C’è anche un invito al Papa per il Kazakistan, per dare nuova linfa al dialogo interreligioso che il Paese si sforza di promuovere, ma il 2026 non sembra l’anno di un ritorno del Papa nel Paese, dopo il viaggio di Francesco nel 2022. Mentre, se ci sarà opportunità, l’agenda del Papa potrebbe anche vedere una tappa in Ucraina. Leone XIV ha fatto sapere che sarebbe disposto ad andare, e sarà da vedere se ci saranno le condizioni perché questo accada.

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