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Papa Leone XIV: “Il Bambino che i Magi adorano è un Bene senza prezzo. È l’Epifania della gratuità”

"Non ci attende nelle location prestigiose, ma nelle realtà umili"

Papa Leone, Omelia Epifania |  | Daniel Ibanez / EWTN
Papa Leone, Omelia Epifania | Daniel Ibanez / EWTN
Papa Leone, Omelia Epifania |  | Daniel Ibanez / EWTN
Papa Leone, Omelia Epifania | Daniel Ibanez / EWTN

“Celebriamo oggi l’Epifania del Signore, consapevoli che in sua presenza nulla rimane come prima. Questo è l’inizio della speranza. Dio si rivela e nulla può restare fermo”. Il Papa presiede il rito di Chiusura della Porta Santa e la Santa Messa nella Solennità dell’Epifania del Signore nella Basilica Vaticana.

“La Porta Santa di questa Basilica, che, ultima, oggi è stata chiusa, ha conosciuto il flusso di innumerevoli uomini e donne, pellegrini di speranza, in cammino verso la Città dalle porte sempre aperte, la Gerusalemme nuova. Chi erano e che cosa li muoveva? Ci interroga con particolare serietà, al termine dell’Anno giubilare, la ricerca spirituale dei nostri contemporanei, molto più ricca di quanto forse possiamo comprendere. Milioni di loro hanno varcato la soglia della Chiesa. Che cosa hanno trovato? Quali cuori, quale attenzione, quale corrispondenza? Sì, i Magi esistono ancora. Sono persone che accettano la sfida di rischiare ciascuno il proprio viaggio, che in un mondo travagliato come il nostro, per molti aspetti respingente e pericoloso, sentono l’esigenza di andare, di cercare”, commenta il Pontefice nell’omelia.

“Homo viator, dicevano gli antichi. Siamo vite in cammino. Il Vangelo impegna la Chiesa a non temere tale dinamismo, ma ad apprezzarlo e a orientarlo verso il Dio che lo suscita. È un Dio che ci può turbare, perché non sta fermo nelle nostre mani come gli idoli d’argento e d’oro: è invece vivo e vivificante, come quel Bambino che Maria si trovò fra le braccia e i Magi adorarono. Luoghi santi come le Cattedrali, le Basiliche, i Santuari, divenuti meta di pellegrinaggio giubilare, devono diffondere il profumo della vita, l’impressione incancellabile che un altro mondo è iniziato. Chiediamoci: c’è vita nella nostra Chiesa? C’è spazio per ciò che nasce? Amiamo e annunciamo un Dio che rimette in cammino?”, queste le domande di Papa Leone XIV nell’omelia dell’Epifania.

“Il Giubileo è venuto a ricordarci che si può ricominciare, anzi che siamo ancora agli inizi, che il Signore vuole crescere fra di noi, vuol’essere il Dio-con-noi. Sì, Dio mette in questione l’ordine esistente: ha sogni che ispira anche oggi ai suoi profeti; è determinato a riscattarci da antiche e nuove schiavitù; coinvolge giovani e anziani, poveri e ricchi, uomini e donne, santi e peccatori nelle sue opere di misericordia, nelle meraviglie della sua giustizia. Non fa rumore, ma il suo Regno germoglia già ovunque nel mondo”, dice Leone XIV.

“Quante epifanie ci sono donate o stanno per esserci donate!”, ne è convinto il Papa che poi aggiunge: “Amare la pace, cercare la pace, significa proteggere ciò che è santo e proprio per questo è nascente: piccolo, delicato, fragile come un bambino. Attorno a noi, un’economia distorta prova a trarre da tutto profitto. Lo vediamo: il mercato trasforma in affari anche la sete umana di cercare, di viaggiare, di ricominciare. Chiediamoci: ci ha educato il Giubileo a fuggire quel tipo di efficienza che riduce ogni cosa a prodotto e l’essere umano a consumatore? Dopo quest’anno, saremo più capaci di riconoscere nel visitatore un pellegrino, nello sconosciuto un cercatore, nel lontano un vicino, nel diverso un compagno di viaggio?”, continua il Papa.

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“Il Bambino che i Magi adorano è un Bene senza prezzo e senza misura. È l’Epifania della gratuità. Non ci attende nelle “location” prestigiose, ma nelle realtà umili. Quante città, quante comunità hanno bisogno di sentirsi dire: “Non sei davvero l’ultima”. Sì, il Signore ci sorprende ancora! Si fa trovare. Le sue vie non sono le nostre vie, e i violenti non riescono a dominarle, né i poteri del mondo possono bloccarle. Di qui la gioia grandissima dei Magi che si lasciano alle spalle la reggia e il tempio ed escono verso Betlemme: è allora che rivedono la stella!”, conclude infine Papa Leone XIV.

Oggi è anche il giorno dell'annuncio del calendario liturgico. Il 18 febbraio sarà il giorno delle Ceneri. “Il 5 aprile celebrerete con gioia la Santa Pasqua del Nostro Signore. Il 14 maggio l’Ascensione del Signore. Il 24  maggio la Festa di Pentecoste. Il 4 giugno la Festa del Santissimo Corpo e Sangue di cristo, il 29 novembre sarà la prima Domenica dell’Avvento”.

 

 

 

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