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Papa Leone XIV riparte dalla Lumen Gentium e dice ai cardinali di chiedersi quali sono le priorità per il suo ministero

Il primo discorso nella giornata di apertura del Concistoro Straordinario

Papa Leone XVI |  | Vatican Media
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Papa Lepne XIV al Concistoro |  | Vatican Media
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La riflessione del Papa per i Cardinali parte dalla Lumen Gentium e dalla liturgia dell' Epifania:" Lo Spirito Santo, a distanza di secoli, ha ispirato la medesima visione nel profeta e nei Padri conciliari: la visione della luce del Signore che illumina la città santa – prima Gerusalemme, poi la Chiesa – e, riflettendosi su di essa, permette a tutti i popoli di camminare in mezzo alle tenebre del mondo".

E quindi "ciò che Isaia annunciava “in figura”, il Concilio lo riconosce nella realtà pienamente svelata di Cristo luce delle genti".

Questa la lettura dei pontificati di San Paolo VI e San Giovanni Paolo II che vedono "il mistero della Chiesa tutto inscritto in quello di Cristo e così comprende la missione evangelizzatrice come irradiazione dell’inesauribile energia sprigionata dall’Evento centrale della storia della salvezza".

E poi Benedetto XVI con la "attrazione" della Chiesa che on fa proselitismo, indicazione seguita da Papa Francesco.

Leone XIV invita a "fare bene attenzione a quello che Papa Benedetto indicava come la “forza” che presiede a questo movimento di attrazione: tale forza è la Charis, è l’Agape, è l’Amore di Dio che si è incarnato in Gesù Cristo e che nello Spirito Santo è donato alla Chiesa e santifica ogni sua azione. In effetti, non è la Chiesa che attrae ma Cristo".

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La attrazione è amore e "l’unità attrae, la divisione disperde". Quindi "per essere Chiesa veramente missionaria, cioè capace di testimoniare la forza attrattiva della carità di Cristo" serve unità.

Amarci a vicenda quindi in un cammino collegiale di un gruppo "molto variegato" e, dice il Papa,"spero che potremo crescere nella comunione per offrire un modello di collegialità".

É il proseguimento dell'incontro dopo il Conclave, dice il Papa ed elenca i temi: "Evangelii gaudium, cioè la missione della Chiesa nel mondo di oggi; Praedicate Evangelium, vale a dire il servizio della Santa Sede, specialmente alle Chiese particolari; Sinodo e sinodalità, strumento e stile di collaborazione; Liturgia, fonte e culmine di vita cristiana". Il Papa spiega che " per ragioni di tempo e per favorire un reale approfondimento, solo due di essi saranno oggetto di una trattazione specifica. Tutti i 21 gruppi contribuiranno alla scelta che faremo, ma, poiché per me è più facile chiedere consiglio a coloro che lavorano nella Curia e vivono a Roma, i gruppi che riferiranno saranno i 9 provenienti dalle Chiese locali".

É il momento dell'ascolto con una dinamica sinodale che prefigura il cammino futuro, senza arrivare ad un testo "ma portare avanti una conversazione che mi aiuti nel mio servizio per la missione della Chiesa tutta".

E domani si lavora con una domanda guida: "Guardando al cammino dei prossimi uno o due anni, quali attenzioni e priorità potrebbero orientare l’azione del Santo Padre e della Curia sulla questione?"

Lo stile dell'ascolto reciproco "cercando la guida dello Spirito Santo e camminando insieme, continuerà ad essere di grande aiuto per il ministero petrino che mi è stato affidato. Anche dal modo con cui impariamo a lavorare insieme, con fraternità e sincera amicizia, può iniziare qualcosa di nuovo, che mette in gioco presente e futuro".

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Il saluto iniziale in Aula del Sinodo lo ha rivolto al Papa il cardinale Decano Re. Leone è arrivato con sotto braccio la cartella dei lavori e il suo tablet con lo stemma pontificio. 

Poi i lavori in Aula Paolo VI secondo la prassi usata nel Sinodo, i cardinali hanno scelto proprio la sinodalità come uno dei due temi più approfonditi insieme alla evangelizzazione. Il Papa al termine ha detto tra l'altro:"sento la necessità di contare su di voi. Voi avete chiamato questo servitore a questa missione, è importante che discerniamo insieme”. E una domanda: “C’è vita nella nostra Chiesa?”. La Chiesa "guarda più in là di se stessa", e deve annunciare il Vangelo.

In apertura dell'incontro anche la riflessione del Cardinale Timothy Radcliffe, O.P.: "Di fronte alle grandi sfide del mondo e della Chiesa,- ha detto-  potremmo sentirci come se avessimo poco da offrire. Cosa possiamo dire o fare che possa davvero fare la differenza? Eppure, con la grazia di Dio, il nostro poco sarà più che sufficiente. Non induriamo il cuore, ma apriamolo ai doni incalcolabili di Dio, che ci concede la grazia senza misura se apriamo le mani e le orecchie a Lui e agli altri".

Il cardinale in una recente intervista ha detto che Papa Leone è stato eletto in parte "per portare il popolo che era stato alienato da Francesco", e in parte per continuare il lavoro del suo predecessore. "Abbiamo scelto Leone perché poteva fare entrambe le cose - poteva andare avanti ma riunire le persone". Leone XIV è una persona "profondamente stabile", dice Radcliffe. "È davvero un uomo che senti essere centrato su Dio. Ascolta e ha una grande capacità di mediare".

I lavori riprendono domani mattina, e in serata ci sarà un approfondito briefing per la stampa.

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