Città del Vaticano , venerdì, 9. gennaio, 2026 14:00 (ACI Stampa).
Nuovo ma molto simile a quello ormai storico di Scorzelli. Il Pastorale che Papa Leone XIV ha inaugurato Il 6 gennaio 2026, solennità dell’Epifania del Signore, chiusura della Porta Santa della Basilica di San Pietro e conclusione del Giubileo ordinario 2025.
Paolo VI l’8 dicembre 1965, in occasione della chiusura del Concilio Vaticano II, utilizzò un “Pastorale” argenteo con la figura del crocifisso. Lo scultore Lello Scorzelli, a cui fu commissionata, volle così esprimere la vocazione dell’apostolo Paolo, di cui il Papa scelse di portare il nome: quella di essere testimone e annunciatore di Cristo crocifisso.
Come ricorda l'Ufficio delle Celebrazioni Pontificie tutti ricordano il gesto di san Giovanni Paolo II che all’inizio del suo ministero petrino con la croce pastorale in mano elevata come un vessillo disse: "Aprire le porte a Cristo".
Papa Benedetto XVI ha voluto usare anche un pastorale sormontato da una croce dorata, già utilizzata dal beato Pio IX, e poi in seguito quello a lui donato recante al centro della croce il simbolo dell’Agnello pasquale e il monogramma di Cristo, quale raffigurazione dell’unità del mistero di croce e risurrezione, centro del Kerygma apostolico.
Il nuovo pastorale papale usato da Leone XIV richiama nello stile quello scorzelliano, presenta il Cristo non più vincolato dai chiodi della Passione, ma con il suo corpo glorificato nell’atto di ascendere al Padre.



